Sicurezza
In arrivo 36 migranti in Versilia
Il sindaco Tarabella:«No alle tendopoli». I richiedenti asilo saranno ospitati a gruppetti in case
SERAVEZZA. Un’accoglienza per gradi, gestendo i richiedenti asilo politico pochi alla volta. Quattro o sei per ogni appartamento privato che la Misericordia di Lido di Camaiore - che fa da intermediaria - riuscirà a trovare sul comune. Ma in totale, lo ha comunicato la Prefettura di Lucca, Seravezza dovrà accogliere 48 profughi, 12 dei quali sono già ospitati sul territorio.
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Sui primi sei arrivi non ci sono tempi certi. È solo sicuro che non sorgeranno altre tendopoli di fortuna, come successe qualche mese fa a Ripa dietro la sede della Croce Rossa Italiana. Il vertice fra i sindaci della Versilia e la nuova prefetta Maria Laura Simonetti si è tenuto un paio di settimane fa. Adesso Seravezza inizia a fare i conti - o meglio continua - con i richiedenti asilo da prendere in carico. Per loro è anche previsto l’inserimento in progetti relativi a lavori socialmente utili. Della questione se ne sta occupando l’assessora al sociale Orietta Guidugli, insieme al primo cittadino Riccardo Tarabella. «La nostra accoglienza sarà fatta gradualmente e in questo momento ci stiamo attrezzando per accogliere dalle 4 alle 6 persone, sempre attraverso la Misericordia di Lido di Camaiore».
L’associazione di volontariato, come fosse un’agenzia di collocamento, si occupa di scovare un alloggio privato, e di stipulare il contratto di affitto. «Il prefetto ci ha dato la massima della tranquillità nei tempi - spiega Guidugli - basta che a poco a poco sia impegnata la disponibilità. Senz’altro non imporremmo nessuna struttura sul nostro comune, e assolutamente non stiamo parlando di campi. Ma siamo anche contrari, come successo in altri comuni, dove si è riutilizzato ad esempio vecchi alberghi, a sistemare in grandi edifici decine di ragazzi: una cosa del genere secondo noi non consente un'integrazione adeguata, e non si evita lo scontento della cittadinanza».
Insomma, è questa la carta vincente per l’amministrazione Tarabella. «Gestendo l’accoglienza in questo modo Seravezza non ha mai avuto problemi con i richiedenti asilo politico, già ad iniziare dai primi mesi del 2016 con l’amministrazione Neri, quando sono giunte le prime persone e la popolazione non se ne è neppure accorta».
Trovato un tetto sotto cui dormire, si prova a fare di più. L’amministrazione sta pensato di coinvolgere i ragazzi già nel comune e i futuri arrivi - quasi tutti fuggiti dalla fame e dalla guerra dai paesi dell’Africa e del Medio Oriente - in «attività sociali, culturali, e lavorative». «Si potrebbe pensare alla pulizia del territorio - prosegue l’assessora al sociale -. Qui ci stiamo sempre muovendo sul piano burocratico: come inserirli in determinati progetti e come poterli far lavorare con tutte le precauzioni».
Infine ci sono i corsi di lingua italiana, che vengono organizzati dalla Misericordia, ai quali tuttavia i richiedenti asilo politico non sono obbligati a partecipare. «Spesso ci dimentichiamo che sono comunque persone libere e non delinquenti - conclude Orietta Guidugli -. Senz’altro bisogna cercare di coinvolgerli ma questo dipende anche dall'ambiente sociale che trovano. Seravezza va presa a modello: quest’estate alcuni di questi giovani ragazzi hanno aiutato i volontari della Pro Loco ad organizzare il San Lorenzo, partecipando in armonia attivamente; nonostante la religione, uno di loro, ha portato il Gesù Morto lungo la processione».
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