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cronaca

Iacopo Giannini, la mostra-viaggio nell’universo dei tonnaroti - Video

Apre al The Club la mostra del fotografo viareggino Iacopo Giannini ambientata a Favignana


01 aprile 2017


VIAREGGIO. Dalla Sicilia a Viareggio nel segno della pesca al tonno. Si apre oggi a Viareggio alle ore 19 nei locali del The Club in Via Coppino 409 (ex Oca bianca), l'inaugurazione dell'anteprima europea della nuova mostra del fotografo viareggino Iacopo Giannini dal titolo L'ex Stabilimento Florio di Favignana e i suoi Tonnaroti.

Nel profondo sud italiano, c'è un pugno di terra, circondato dalle acque del Mediterraneo e baciato dal Favonio: il suo nome è Favignana, una splendida isola nell'arcipelago delle Egadi depositaria di una tradizione di pesca plurisecolare e in cui la vita dei suoi abitanti-pescatori è da sempre scandita dai ritmi del mare.

La pesca del tonno e la sua lavorazione hanno rappresentato per oltre cinquecento anni la fonte primaria di sostentamento dei suoi abitanti e ne hanno condizionato con i suoi ritmi il vissuto quotidiano. Centro di questa attività collettiva è stato dall'inizio dell'Ottocento lo stabilimento Florio che si è per questo, a poco a poco, guadagnato un posto centrale nella vita dell'isola ed è divenuto così, una parte fondamentale della sua storia millenaria.

Nel periodo che va da maggio a giugno sull'isola si svolge, dopo una preparazione che dura tutto l'anno, quella che è chiamata “La Mattanza”.

Per un turista che aveva visitato le Egadi in anni passati avrebbe potuto considerare la mattanza una pratica di pesca barbara o un mero evento folcloristico svuotato ormai di significato. In realtà dietro questa pratica, oggi ormai quasi estinta, si nascondevano dei forti contenuti storici, sociali e culturali, non solo economici. La tonnara rappresenta infatti la primitiva lotta dell'uomo per la sopravvivenza, lotta che non ha nulla di spettacolare o folcloristico, ma che è il duro lavoro di uomini che al ritmo dei canti - le cosiddette “cialome” - si muovono all'unisono con la sola forza delle proprie braccia, per la sopravvivenza.

Non c'è senso di prevaricazione, bensì grande rispetto per questo animale, in un momento che non è solo pesca ma atto rituale, quasi liturgico, accompagnato da preghiere e ringraziamenti ai santi.

La pesca del tonno ha un passato lontanissimo e affonda le proprie radici nella preistoria, come testimoniano le splendide pitture della Grotta del Genovese a Levanzo. Dove si può vedere raffigurata la sagoma di un grosso tonno a testimonianza di quanto questo animale fosse importante nella vita degli uomini che vivevano in queste isole.

È questo che il fotografo viareggino esprime negli scatti in mostra, un reportage su quelli che erano i luoghi storici della filiera della lavorazione del tonno e dei loro vecchi pescatori, dove nei volti si vedono i segni del mare, del sale, del sole e del duro lavoro. Storie di vita e lavoro.

La mostra, oltre che Viareggio, toccherà le principali città italiane ed europee per i prossimi tre anni.

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