Sicurezza
C’è una Lucertola con il dono magico della velocità
di GABRIELE BUFFONI Nata nel 1956 come “Contrada di Ripa”, la Lucertola è un modo di essere, oltreché un nome. Rispecchia un attaccamento al territorio, la fedeltà di chi non molla i suoi. Il nome,...
di GABRIELE BUFFONI
Nata nel 1956 come “Contrada di Ripa”, la Lucertola è un modo di essere, oltreché un nome. Rispecchia un attaccamento al territorio, la fedeltà di chi non molla i suoi. Il nome, infatti, arriva direttamente dalla seconda guerra mondiale: nel luglio del 1944 Ripa fu completamente distrutta dalle truppe tedesche in ritirata. Il paese venne, come tutti gli altri, ricostruito. Ma, in questo caso, la ricostruzione avvenne anche grazie all’unione della comunità, tanto che in quel periodo nacque il detto che l’unico animale rimasto veramente fedele a Ripa durante la distruzione fosse stata la lucertola: e la voce prese talmente piede da divenire per gli abitanti locali un simbolo in grado, successivamente, di riunire sotto la sua icona un’intera contrada.
Dei tanti personaggi che hanno fatto la storia della Lucertola (tra cui lo storico ex presidente Gino Bresciani, che ha ottenuto il maggior numero di vittorie dagli anni Novanta fino a tre anni fa, quando è scomparso), sei furono quelli intorno ai quale nacque inizialmente il movimento rosso-verde: Giovanni Guerra, Ornella Gennari Liuzzi, Angelo del Giudice e infine Marcello, Giovannie Angelo Iacopi.
In oltre sessant’anni di storia, la contrada di Ripa non è quella con il maggior numero di vittorie ma di certo la più costante: scorrendo gli albi d’oro delle varie manifestazioni, raramente la Lucertola scompare per lunghi periodi di tempo dai piazzamenti più importanti risultando invece, ora in una gara ora in un’altra, quasi sempre tra le posizioni di vertice.
Anno da incorniciare fu per i rosso-verdi il 1997. «Siamo senza dubbio tra le contrade che hanno vinto di più negli anni - ricorda il presidente della Lucertola Francesco Baldi - ma il Palio del ’97 è stato magico. Oltre al premio per il miglior Tema realizzato, conquistammo anche il trofeo Meccheri e l’Alabarda d’oro. Fu un exploit da parte nostra, per rendere quella giornata perfetta mancò solo il gonfalone».
Dal 1993 infatti la Lucertola rimase a secco per quel che riguarda la corsa fino al 2012 con il fantino Francesco Ferrari e il miccio Centolire, protagonisti della vittoria pure nel 2013. La coppia rosso-verde era data per favorita anche nel 2014, ma la storica tripletta fu mancata per un soffio: a pochi metri dal traguardo, mentre già il fantino Ferrari stava esultando, la Quercia ne approfittò in volata per strappare la vittoria ai contradaioli di Ripa. Fu un brutto colpo per la Lucertola, ma l’anno sicuramente peggiore per la contrada fu il seguente: il 30 marzo 2015, dopo una lunga malattia, tutta la contrada si chiuse nel lutto per la scomparsa della 25enne Valentina Buselli, chiarina rosso-verde le cui esequie furono celebrate nella piazza della chiesa di Ripa per contenere i tantissimi (del mondo del Palio e non solo) che vollero dirle addio.
«Anche sotto il profilo dei risultati, quello fu un anno brutto per noi - racconta Baldi - fummo squalificati dal 60esimo Palio e non partecipammo alla corsa per una presunta micosi dell’asino: a quella decisione dei veterinari, pur con amarezza, ci siamo dovuti arrendere». Dalle ceneri di quel. la delusione però, la Lucertola è ora pronta a ripartire. «Puntiamo sicuramente alla conquista del gonfalone del Palio - dichiara il presidente del gruppo di Ripa - e un’altra vittoria cui ambiamo è quella dell’Alabarda: sul Tema e in particolare sul Corteo storico stiamo investendo molto, sia economicamente che per l’impegno dei nostri contradaioli. E poi - aggiunge Baldi, con malcelata malizia - riuscire a togliere l’Alabarda d’Oro al Leon d’Oro dopo questi ultimi anni di dominio sarebbe una soddisfazione particolare».
Quella con la contrada di Marzocchino è infatti una rivalità storica per la Lucertola: e anche se ormai nessuno ne ricorda più la causa scatenante, questa tradizione di campanilismo ha attraversato intere generazioni continuando ancora oggi.
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