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Tracce di monossido nel sangue dei due nigeriani morti

Tracce di monossido nel sangue dei due nigeriani morti

Si infittisce il giallo sulla scomparsa dei due richiedenti asilo ospitati nell'agriturismo Le Poiane di Stazzema. In attesa del referto autoptico, però, gli inquirenti non escludono ancora l'ipotesi dell'avvelenamento

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STAZZEMA. Ci sono tracce (elevate) di monossido nel sangue dei due nigeriani morti, un mese fa ormai, nell’agriturismo Le Poiane di Stazzema. Potrebbe non essere l’avvelenamento da cibo quindi la causa della morte, anche se per dirlo con certezza bisognerà attendere il referto autoptico. Per ora nessuna pista è ancora esclusa: il medico legale di Lucca, Stefano D’Errico, sta ancora analizzando le tracce di cibo nello stomaco per scartare questa pista. E sono ancora in corso poi gli esami tossicologici.

Intanto però emerge un dettaglio che potrebbe ribaltare le indagini. Nell’agriturismo non c’erano infatti stufe che avrebbero potuto causare un intossicazione da monossido. E, qualora il medico legale stabilisse che la causa della morte è questa (l’intossicazione da monossido), gli inquirenti dovranno stabilirne anche le origini. Fino ad oggi l’ipotesi più accreditata era l’avvelenamento da cibo. Un incidente costato la vita a due ventenni: Maxwell Emiantor e Olaide Muideen Adeniyi, entrambi nigeriani e richiedenti asilo. Erano in Italia dallo scorso anno. Prima erano stati accolti a Lucca in una struttura individuata dalla Prefettura, poi erano stati trasferiti a Stazzema in un agriturismo con un’altra decina di richiedenti asilo.

In questi giorni è arrivato l’okay della Procura alla sepoltura. Lo farà il Comune di Seravezza e potrebbe avvenire già nei prossimi giorni. Il primo cittadino, Maurizio Verona, ha fatto sapere di «individuare il cimitero in cui possono essere seppelliti».
 

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