Il Tirreno

Versilia

Il Pozzo dei desideri: centrare la tripletta nella corsa dei micci

di GABRIELE BUFFONI
Il Pozzo dei desideri: centrare la tripletta nella corsa dei micci

di GABRIELE BUFFONI Era il 1956 quando, intorno alla carismatica figura di Natale Bazzichi, nasceva la contrada di Pozzi-Cascine dall’omonimo comitato già esistente sul territorio (e diventando poi,...

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di GABRIELE BUFFONI

Era il 1956 quando, intorno alla carismatica figura di Natale Bazzichi, nasceva la contrada di Pozzi-Cascine dall’omonimo comitato già esistente sul territorio (e diventando poi, dall’anno successivo, semplicemente il Pozzo). Proprio il nome della neonata contrada scatenò subito lotte intestine nella cittadinanza: una buona parte degli abitanti della frazione pozzese infatti si oppose a questa scelta non volendo che il nome del paese finisse a rappresentare il gruppo impegnato in una manifestazione “ridicola” (il primo Palio, appunto) che ne avrebbe infangato il prestigio.

Quel che accadde poi è semplicemente storia. Superata questa iniziale bagarre, il Pozzo divenne una delle componenti essenziali del quasi omonimo paese di Pozzi, integrandosi a fondo nel tessuto sociale. Insieme, hanno vissuto anche un lutto: quello per Sara Gabrielli, la 22enne tamburina biancorossa scomparsa il 4 agosto 2013 dopo una serata passata alla sagra di contrada.

Nel mondo del Palio poi, il gruppo biancorosso ha scritto pagine importanti della sua storia attestandosi, nel corso degli anni, come la contrada più vincente: sono 101 infatti i trofei che arricchiscono ad oggi la bacheca pozzese, e di questi ben 85 quelli che riguardano le competizioni in cui tutt’ora è aperto il confronto. La guida della contrada, passata tra le mani di personaggi molto conosciuti in tutta la piana quercetana (come ad esempio Giulio Petroni e Giorgio “Giorgione” Calamari, cui il Pozzo ha dedicato la vittoria nel Palio del 2016 pochi mesi dopo la sua scomparsa, e l’ultimo ex presidente Massimo Balderi), è oggi nelle mani di Alessio Quiriconi, figlio d’arte, dal momento che suo padre Giovanni ha retto in qualità di presidente il gruppo biancorosso per ben 33 anni. Uomo impegnato nel sociale, Giovanni, o semplicemente Giovà, aveva fatto della contrada il cuore della comunità: la contrada era la frazione e viceversa. Ogni membro doveva essere ascoltato, aiutato, protetto. Nessuno rimaneva indietro. Nella vita, come nel palio. Sarà per questo che ha incassato 101 trofei. «Essere la contrada più titolata non è una fama facile da mantenere - ammette Quiriconi - di certo è un grande motivo di orgoglio per tutti noi contradaioli, ma è anche una responsabilità cui dobbiamo far fronte anno dopo anno e che ultimamente, eccezion fatta per la corsa del Palio, è davvero dura affrontare. Peccato che i più giovani spesso non se lo ricordino - aggiunge, un po’ amaramente - ci vorrebbe qualche forza nuova, soprattutto nel consiglio, ragazzi e ragazze pronti a rimboccarsi le maniche per far tornare la contrada ai fasti del passato».

Proprio nella corsa del miccio, quest’anno, il Pozzo punta diretta all’impresa (riuscita nella storia soltanto al Ponte a cavallo degli anni 2000) della tripletta. E la coppia d’oro che ha stracciato le rivali nelle ultime due edizioni - composta dal giovane Thomas Bresciani e dal miccio Don Pippo - promette di fare faville anche questa volta, spronata dalle speranze di tutto il gruppo pozzese. Dopo quattro anni di risultati non esaltanti, il miccio del Pozzo era quasi dato per spacciato, l’outsider del gruppo ben distante dai favoriti. Invece, nel 2015, Don Pippo è rinato dalle sue ceneri portando nuovamente i biancorossi quell’anno e quello successivo.

«È ovviamente il nostro obiettivo principale - dichiara Quiriconi - Tommy sa di avere una bella responsabilità, e già è in tensione adesso sapendo quanto è importante per tutta la contrada. Anche perché bisogna essere obiettivi: nelle altre competizioni purtroppo non credo che potremmo ambire a vincere, visto anche il livello delle nostre avversarie. Lo spero - chiarisce il presidente pozzese - ma credo che sarebbe già un grande risultato riuscire a migliorarci in tutte le gare, dalla Sfilata al Torneo di calcio, dove abbiamo una squadra di tutti giocatori pozzesi doc, fino ai Giochi di Bandiera che per noi rappresentano una tradizione importantissima». .

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