Sicurezza
Rischio stangata per bar e ristoranti con i tavolini fuori
Raddoppiata la somma richiesta dal Comune come canone per l’occupazione temporanea del suolo pubblico
PIETRASANTA. Al momento il bollettino, decisamente sgradito, è arrivato solamene ad alcuni ristoratori del centro storico, ma la stangata rischia di essere molto più diffusa e di coinvolgere un numero significativo di esercenti. La stangata a cui ci riferiamo è quella relativa al canone di occupazione temporaneo del suolo pubblico - che niente ha a che vedere con quello annuale - canone che risulta infatti essere raddoppiato rispetto allo scorso anno. In sostanza bar, ristoranti e negozi che con la bella stagione mettono fuori tavolini, sedie e ombrelloni potrebbero essere chiamati a pagare dal Comune importi da brivido. E usiamo il condizionale perché tutta questa vicenda ad oggi resta piuttosto nebulosa. Il motivo? Perché dietro a questo aumento non c’è alcuna delibera approvata di recente in sede istituzionale, ma più semplicemente un’errata interpretazione, così sembrerebbe, in passato dell’importo da applicare a metro quadrato che fino ad un anno fa era stato appunto pari alla metà di quanto reclamano oggi gli uffici.
Per questo motivo l’assessore Cinzia Crivelli, da noi interpellata, ha smentito la notizia di aumenti del suolo pubblico: non è agli atti e quindi dice il vero, ma l’impennata c’è eccome e a farne le spese, al momento, sono stati tre ristoratori.
Il problema è che la delibera che si riferisce all’occupazione temporanea di suolo pubblico è datata 2007 e quindi adesso si tratta di capire se per dieci anni si è andati avanti inviando bollettini errati o se siamo di fronte a qualche caso isolato per una tempistica di minore durata. Con la prima ipotesi il danno erariale, perché di questo alla fine si potrebbe parlare, se accertato, sarebbe clamoroso; se invece siamo di fronte a valutazioni sì sbagliate, ma riferibili a pochi casi e a un breve periodo, la questione sarebbe diversa e quindi gestibile con minori difficoltà.
Ad oggi sappiamo che uno dei ristoratori interessati dal salasso della Cosap, una volta fatti due conti e visto l’importo richiesto per l'estate prossima dal Comune, ha deciso di limitare il periodo di utilizzo dello spazio esterno alla propria attività a soli due mesi e mezzo. Senza dimenticare che sempre il Comune, se accerterà l’errore nella compilazione degli importi dei bollettini potrebbe anche chiedere indietro i soldi non versati perché non richiesti, ma teoricamente oggi dovuti, fino a cinque anni indietro. Assurdo, ma realistico, visto quanto accaduto in altri contesti simili.
Insomma un caos non da poco con gli esercenti ed i titolari di attività che rischiano non soltanto la stangata in vista della prossima estate, ma anche di dover fare fronte ai minori versamenti del passato. Urgono chiarimenti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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