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Versilia

Impiegati comunali sotto tiro: «Noi spiati come fannulloni»

di Melania Carnevali
Impiegati comunali sotto tiro: «Noi spiati come fannulloni»

Tra i dipendenti di Seravezza sconcerto e amarezza per l’inchiesta sulle pause caffè con le telecamere nascoste

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SERAVEZZA. «No, non è bello sapere di essere stati spiati». E poi chissà per quanto tempo. Chissà dove, chissà quali corridoi, dicono. Chissà cosa hanno sentito, visto e registrato gli occhi indiscreti delle telecamere delle forze dell’ordine piazzate all’interno del Comune di Seravezza. Gli indagati nell’inchiesta, portata avanti dai carabinieri del posto e coordinata dalla Procura di Lucca, sono sette, ma poi nei nastri potrebbero essere finiti anche scorci di vita di persone che con le indagini non c’entrano nulla. Utenti del Comune, dipendenti comunali. «Quello che mi chiedo - dice un impiegato - è dove fossero state piazzate queste telecamere e cosa abbiano ripreso. Vuol dire che, se io sono state negli uffici sotto inchiesta, hanno ripreso anche me».

Tutto, come noto ormai, parte dallo scorso anno, quando un dipendente comunale presentò un esposto alla Procura denunciando i colleghi di fare “festini” in Comune durante l’orario di lavoro. Tè, caffè, pasticcini ogni giorno, almeno per un’ora, diceva lui. Non si tratterebbe di assenteismo, quindi, perché nessuno usciva senza timbrare il cartellino, secondo le accuse del dipendente anonimo. Ma di pause e chiacchiere, che avrebbero causato l’interruzione del pubblico servizio.

Poco dopo l’esposto sono arrivate le telecamere, piazzate negli uffici sotto inchiesta, che sono due: l’ufficio personale e l’ufficio ragioneria. Le registrazioni avrebbero ripreso pause di anche 50 minuti, che hanno portato la Procura di Lucca a iscrivere nel registro degli indagati sette dipendenti comunali (nei giorni scorsi è stato notificato loro l’avviso della chiusura delle indagini) per truffa e interruzione di pubblico servizio. Titolare dell’inchiesta è il pm Piero Capizzoto.

«Bisogna capire cosa intendono dire per pause di trenta o cinquanta minuti», commenta un altro dipendente comunale. «In quanti municipi succede che un impiegato sta in un altro ufficio a chiacchierare con un collega?». Questo non significa, sostiene lui, che non lavori o che faccia aspettare gli utenti. «Quei due uffici sono quelli con i risultati migliori nel Comune di Seravezza - continua il lavoratore - che già a sua volta è quello con la qualità dei servizi più alta della Versilia».

I rappresentanti sindacali ancora non parlano. Non prima di essersi confrontati tutti e quattro.

I sette indagati dovranno adesso presentare le memorie difensive. Ossia le prove che permetteranno loro di dimostrare la (eventuale) innocenza. Non è detto, quindi, - sia chiaro - che queste indagini portino effettivamente a un processo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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