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Versilia

Crac della Patrimonio Ecco come il Comune si riprenderà i beni

Crac della Patrimonio Ecco come il Comune si riprenderà i beni

Al lavoro per il concordato fallimentare della società pubblica Chiusura del dissesto con un mutuo ventennale da 44 milioni

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VIAREGGIO. È un Giorgio Del Ghingaro destinato a restare alla guida dell’amministrazione viareggina quello che prende la parola in consiglio comunale per illustrare le sue strategie in materia di conti del Comune. Si discute si approva il bilancio preventivo, ma il primo cittadino butta la palla nel campo del dissesto e del fallimento della Viareggio Patrimonio. E si lancia in un lungo palleggio.

Si comincia dal debito del dissesto e dalle procedure per colmarlo, definite dall’Osl e dal commissario prefettizio Fabrizio Stelo: «Vorremmo riuscire a colmare il debito - spiega Del Ghingaro armato di slide - mediante acquisizione di due mutui, E per la differenza con risorse pubbliche o con alienazioni». La delibera con la quale si fissa che si andrà alla procedura semplificata (creditori pagati al 50%) prevedeva altro: alienazioni per otto milioni e recupero tributi evasi per dieci. «I 10 milioni di riscossioni non sono certi: noi non volevamo rischiare e Stelo non era al corrente dei nostri rapporti con il dottor Giancarlo Verde, del ministero dell’interno». Dal quale l’amministrazione comunale è tornata poco dopo essere tornata in Municipio: «Abbiamo chiesto di poter cambiare la procedura semplificata», racconta il sindaco, « e ci è stato risposto che in queste fase non è opportuno. Lo sarà quando avremo i fondi a disposizione per variarla».

Fondi che il primo cittadino ha assicurato arriveranno da Roma per 44 milioni: «Il dissesto sarà colmato con due mutui ventennali ad un tasso bassissimo e con i residui, se ci saranno, o con le alienazioni». Il che significa che dei 150 milioni messi a disposizione dal decreto del giugno scorso per tutta Italia, 44 finiranno a Viareggio.

«All'atto dell’erogazione del secondo mutuo - sono le parole del primo cittadino - sostanzialmente avremo chiuso il dissesto. Certo, formalmente il dissesto ha un suo iter che terminerà quando Osl avrà finito di pagare l'ultimo debito e avrà riscosso l'ultimo credito». Ma il Comune a breve «sarà in grado di liberare risorse proprie per i bilanci successivi». Perché Del Ghingaro, oggi, vuole giocarsi tutti i tempi della partita da sindaco: «Dobbiamo rimpinguare le somme del disavanzo (40 milioni, ndr), e finché non le abbiamo coperte noi non saremo liberi di fare operazioni straordinarie ed acquisire mutui. Stiamo prendendo somme dagli avanzi di amministrazione e le spostiamo sul disavanzo. È vero che dobbiamo fare un lavoro enorme su ogni posta di bilancio, ma con questa operazione - ovvero avanzi per coprire il disavanzo - ci si apre la finestra finanziaria (entrate/uscite)».

Il fallimento Patrimonio. Nello schema di gioco che Del Ghingaro mette in campo è fondamentale il passaggio del concordato fallimentare (come sempre scritto dal “Tirreno”) per chiudere il fallimento della Viareggio Patrimonio, affidato dal Tribunale di Lucca al curatore Donato Bellomo. «Il Comune deva circa 29 milioni alla Patrimonio. E la società fallita ne deve 26 all’Ente pubblico», così i conti proposti da Del Ghingaro al consiglio. In questo dare/avere il sindaco posiziona il concordato e le risorse per pagare i creditori. «In veste di assuntori possiamo rilevare la società, acquisire il patrimonio immobiliare, saldare il concordato con crediti e debiti. C’è un gruppo di professionisti, tre avvocati e due miei colleghi, che ci sta studiando da otto mesi. Dopo avere avuto il via libera dal ministero vorremmo presentare istanza di concordato fallimentare: entro il prossimo mese». La formula che riguarda la soddisfazione dei creditori è così “apparecchiata” da Del Ghingaro: «Paghiamo il dovuto ai creditori privilegiati ed il 3% va ai chirografi». Dal ministero dell’interno, Direzione per i servizi finanziari, il sindaco ha ricevuto - così dichiara - «un’autorizzazione informale» a procedere in questo senso. Presente agli incontri anche l’Organismo straordinario di liquidazione: «L’Osl è roba nostra...Sono l’organismo tecnico che paga e riscuote...», ricorda il sindaco.

Resta in sospeso una domanda: l’Osl, nominato dal ministero dell’interno, ha rifiutato la compensazione dare/avere tra Comune e Patrimonio. La autorizzerà sotto altra forma lo stesso ministero, per dare il via al concordato fallimentare, assuntore il Comune?

Donatella Francesconi

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