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La Misericordia di Lido chiede di allontanare otto migranti
Dopo la rivolta che ha tolto le tessere spesa ai richiedenti asilo ospitati al Secco il presidente dell’associazione ha segnalato persone ritenute incompatibili con il progetto
CAMAIORE. Sono in tutto otto i richiedenti asilo che lasceranno la Misericordia di Lido nelle prossime settimane. Dopo l’episodio della piccola rivolta dovuta al ritiro delle tessere spesa ai migranti, la gestione della Miselido ha deciso che non può esserci spazio per chi crea problemi.
Così, prendendo carta e penna, Aldo Intaschi, presidente della Misericordia di Lido di Camaiore ha scritto alla prefetta di Lucca, Laura Simonetti, per chiedere che alcune persone venissero allontanate dalla struttura perché c’è ragione di credere che la loro permanenza possa portare a nuovi episodi di conflitto.
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Insomma, dalle parole ai fatti, proprio Intaschi nella riunione con gli ospiti in rivolta aveva dato il suo aut aut: o accettate il provvedimento oppure il futuro è fuori dalla porta. E così è stato: sono state individuate otto persone in totale che sono state ritenute incompatibili con il progetto d’accoglienza.
Gli stessi richiedenti asilo, in alcuni casi, hanno esternato la loro volontà di essere trasferiti altrove dato che «si è incrinato il rapporto costruttivo con gli operatori e i dirigenti dell’associazione e tale situazione mina il sistema di accoglienza sperimentato in questi anni».
È proprio Intaschi il primo deluso dalla situazione: «Il nostro impegno nell’accoglienza non cambia - racconta - non abbiamo tolto il cibo a nessuno anche se capisco che avere quella libertà di poter fare la spesa per contro proprio costituiva una libertà diversa».
Il caso è esploso infatti dopo che, dopo che erano state riscontrate alcune irregolarità negli acquisti del vitto. I richiedenti asilo della struttura avevano infatti una tessera spesa da 35 euro settimanali che sarebbe dovuta servire solo per l’acquisto di cibo ma la regola è stata violata spesso: a finire in scontrino c’erano spesso alcolici, ricariche per il cellulare e in un caso, addirittura un computer. Un comportamento che era stato ostacolato fino a che non è stata presa una decisione drastica: via le tessere, si passa alla classica lista della spesa che verrà fatta dagli operatori della Misericordia.
I capi della rivolta sono stati individuati e adesso sarà la prefettura a decidere del loro destino. È plausibile che non vengano rimandati nel centro di smistamento di Lucca ma vengano ricollocati in altre strutture d’accoglienza del territorio, fuori dalla giurisdizione della Miselido comunque.
Nella comunicazione inviata alla prefetta la Misericordia è chiara anche sul periodo di transizione: l’associazione si riserva infatti di non accogliere ulteriori migranti fintanto che le persone segnalate, il più giovane ha 22 anni e il più anziano 37, non saranno allontanate dalla struttura.
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