Il Tirreno

Versilia

Vita da squillo nel centro massaggi «Noi rinchiuse 15 ore al giorno»

di Cesare Bonifazi
Vita da squillo nel centro massaggi «Noi rinchiuse 15 ore al giorno»

Dentro un locale con l’insegna orientaleggiante il sesso si compra e si vende dalle 9 a mezzanotte Un lavoro da “proletarie” della prostituzione: «Siamo costrette qui dentro per una manciata di euro»

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VIAREGGIO. «Mi trovi qui dalle 9 a mezzanotte». Anche la domenica? «Sì». L'insegna ha riferimenti orientaleggianti ma basta poco per capire che dietro a quella porta del centro massaggi cinese esiste un mondo fatto di prostituzione e di sfruttamento. Ragazze costrette a vendersi anche 15 ore al giorno, sette giorni su sette. Un lavoro che nasconde storie tristi in cui le donne sono proletarie della prostituzione. «Come nella migliore tradizione cinese - racconta una massaggiatrice che lavora in uno dei tanti centri che sono nati nel territorio - lavoriamo tanto per pochi soldi».

In uno di quelli che si trovano qui in Versilia, la storia non è molto diversa da quelle che si vedono raccontare nelle cronache di tutta Italia. Suoniamo il campanello. Passano pochi secondi e una ragazza cinese sulla ventina dischiude appena la porta. È abituata a far entrare le persone velocemente. «Prego, entra», dice con smaccato accento orientale. Indossa una maglietta a strisce bianche e nere, niente di particolarmente sexy. Il postribolo si apre su una piccola sala d'aspetto: un bancone e un divanetto su cui è sdraiata un'altra giovane donna che non alza nemmeno lo sguardo per vedere chi è entrato. L'ennesimo cliente. Guarda distratta una telenovela italiana.

«Vieni», dice la prima ragazza accompagnando il cronista lungo un corridoio su cui si affacciano delle stanzette attrezzate con letto, lavandino e una vasca. Entra in una camera: «Che massaggio vuoi fare?», chiede gentile. La scelta è tra il massaggio rilassante e quello “romantico”, che da quello che intuiamo significa carezze hard. Il prezzo non cambierebbe molto: mezz’ora 50 euro, un’ora 70, trattabili. Decliniamo l'offerta, meglio un massaggio senza equivoci.

La stanza ha una luce rossa, un classico. Proiettati sulla parete col laser cuoricini e stelline. Le casse gracchiano una nenia cinese. La ragazza torna con abiti discinti, un babydoll con un vistoso fiore rosa sulla spalla. Mentre inizia il massaggio c'è tempo anche per fare due chiacchiere, ma molto velocemente: «Ho vent’anni e fino a poco tempo fa vivevo a Firenze - dice - sono arrivata in Versilia da qualche settimana per lavorare, ho una casa ma non ricevo lì».

È tempo di girarsi e le mani corrono lungo il corpo: «Vuoi fare di più?». La domanda è chiara e non lascia margini di dubbio; sembra un invito ma in realtà non lo è: «Non faccio niente, al massimo massaggio romantico - dice pudica - scansando le mani del cliente - se vuoi c'è la mia amica. Lei fa tutto», precisa. Ma per farlo servono altri soldi: quanto? «Trenta euro» risponde mentre continua a spargere olio.

È tutto un po’ deprimente: il profumo dozzinale, le canzoni, la giovane che mentre tocca il cliente guarda fisso in basso, le luci. Una scena si ripete più volte al giorno, fino a notte fonda. E la mattina si ricomincia.

Sono passati dieci minuti da quando è iniziato il massaggio: «Se vuoi fare cambio devi dirlo ora e paghi», l'italiano è stentato ma il concetto è chiaro: il tempo, qui dentro, è denaro. Un altro cliente toglie l’imbarazzo: decide di suonare al campanello. L'amica va ad aprire alla porta. Il nuovo arrivato sembra conoscere bene la situazione: non fa domande e si infila nel cubicolo accanto. Nel frattempo suona il cellulare che la ragazza ha messo sul comodino accanto al letto: «Sono in Versilia», e dice l'indirizzo continuando a massaggiare distratta. Ma dall’altra parte della cornetta il nuovo cliente non capisce ed è costretta a ripeterlo più volte: «Abbiamo poco lavoro - racconta - Siamo costrette a iniziare alle nove e continuare fino a mezzanotte. Non c’è molta gente». Ma dal poco tempo passato dentro sembrerebbe un centro piuttosto gettonato.

La mezz’ora scade ed è tempo di rivestirsi. «Puoi tornare un altro giorno - dice la giovane massaggiatrice - lei è brava. Ti do il numero così chiami». E recupera un biglietto da visita. Sul retro ci sono cinque cuoricini e la scritta: ogni cinque massaggi, uno è gratis. Varrà anche per quelli “romantici?”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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