Il Tirreno

Versilia

Di nuovo in vendita la Viareggio Porto

di Donatella Francesconi
Di nuovo in vendita la Viareggio Porto

La cifra base è fissata in 2.475.000 euro, un milione meno del precedente bando che è andato deserto. L’apertura delle offerte è stata fissata al 15 maggio

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VIAREGGIO. Altro giro, altra corsa. La giostra dei beni in vendita gira e tocca di nuovo alla Viareggio Porto. Secondo bando, questa volta alla cifra di 2.475.000 euro contro i 3.300.000 euro del precedente, andato deserto. Pubblicato il 21 marzo, il nuovo bando concede agli interessati il termine del 15 maggio (alle 12) come scadenza per la presentazione delle offerte. Passaggio dovuto anche considerando che tra pubblicazione e scadenza ci sono le festività pasquali e qualche “ponte”. Il rialzo minimo, fissato nell’avviso pubblico del liquidatore giudiziale del concordato, Marco Marchi, è di 50.000 euro. L’apertura delle offerte avverrà, invece, nello studio del commissario giudiziale, Giovanni De Gaetani. Entrambi gli attori di questa vicenda sono professionisti lucchesi. «In caso di unica offerta di un importo inferiore rispetto al prezzo base in misura non superiore ad un quarto - si legge nel bando - il liquidatore giudiziale potrà dar luogo alla vendita quando ritenga che non vi sia la possibilità di conseguire un prezzo superiore con una nuova vendita».

Sul mercato vengono messi: l’approdo turistico della Madonnina, con i suoi pontili che hanno necessità di importanti interventi di manutenzione; la concessione del Triangolino (51.960 metri quadrati); gli specchi acquei delle banchine “Antonini” (819 metri quadrati), “la Ceina” (1.460 metri quadri), “Maria Luisa di Borbone” (582 metri quadrati, concessione scaduta nel 2016). Oltre al porticciolo a Torre del Lago, che la Viareggio Porto ha in affitto dalla Fondazione Festival Pucciniano.

Tutte le concessioni ancora attive, tranne quella del Triangolino, scadono nel 2020 in base alla normativa nazionale che ha concesso proroga alle concessioni demaniali turistico-ricreative. Chi va ad acquistare il “pacchetto” Viareggio Porto si confronta, prima di tutto, con l’incognita Bolkestein e scelte del Governo italiano in materia di concessioni per mettersi a pari con quanto l’Europa richiede da tempo. Una gran bella incognite per chi deve tirar fuori dei soldi e lanciarsi nell’avventura diportismo a Viareggio. Insomma, non è escluso che anche il secondo bando finisca per andare deserto. Ipotesi non peregrina considerando che la Regione Toscana, nell’ampliare con la legge del consigliere Stefano Baccelli (Pd) i poteri della Autorità portuale regionale h previsto che la stessa Authority possa gestire - in mancanza di privati interessati - la Viareggio Porto, con le concessioni che farebbero ritorno alla Autorità.

Il cammino, dunque, è lungo ed impervio. Nel 2015, ad amministrazione Del Ghingaro appena insediata, si era costituita una cordata di imprese - capofila dell’operazione era stato Pasquale Sgrò, tra i principali sostenitori della campagna elettorale di Del Ghingaro - che aveva come scopo proprio quello di partecipare al bando. Nacque così la “Porto Viareggio partecipazioni”. 100.000 euro di capitale sociale, presidente lo stesso Sgrò, vicepresidente Mario Del Pistoia (socio privato di Mover, la società partecipata del Comune che si occupa della gestione della sosta), consiglieri Giorgio Campini, Paolo Del Pistoia e Simone Tomei. La società avrebbe dovuto fare fronte comune con alcuni dei principali cantieri della Darsena che avrebbero dovuto dare vita ad una propria cordata. Così non è stato e al primo bando per la Viareggio Porto la “Porto Viareggio partecipazioni” non si è presentata.

Né, in questi mesi, si è capito se ciò possa ancora accadere o meno. L’arcano si svelerà un attimo dopo che si saranno conclusi i giorni del “Versilia Yachting Rendez-Vous” che vedrà le imbarcazioni ormeggiate anche in parte degli approdi gestiti dalla Viareggio Porto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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