Gioco
Che bello il film mai girato da Federico Fellini
In mostra a Viareggio “Il viaggio di Mastorna” che per il grande regista rimase solo un sogno
di ADOLFO LIPPI
Fellini a Viareggio venne per visitare gli hangar del carnevale e ordinò ad Arnaldo Galli, maestro costruttore, un testone di cartapesta che affondò poi nel laghetto di Cinecittà durante le riprese del film Casanova. Oggi Fellini è tornato spiritualmente in occasione della mostra che “Lucca-festival” ha organizzato alla Gamc di palazzo delle Musea. Nella mostra si rammenta soprattutto un film che Fellini fece mai, quel “Viaggio di Mastorna” al quale dedicò una sceneggiatura e alcuni provini. Però non trovò i soldi per realizzarlo e lo abbandonò alla memoria, un progetto che, comunque, niente avrebbe aggiunto alla fama e alla gloria del grande regista e autore romagnolo.
La mostra è stata presentata dall’assessore alla cultura di Viareggio Sandra Mei, il presidente di Europa cinema Nicola Borrelli, i curatori Alessandro Romanini e Francesco Frigeri. Si penetra in atmosfera felliniana attraverso un filmato contenente interviste e testimonianze. Poi vi è la sedia da regista e c’è il cappellone nero di Fellini. Si può sfogliare anche una sceneggiatura rigorosamente scritta a macchina del film. Infine vi sono decine e decine di tavole con scenografie su “Mastorna” realizzate dagli allievi del Centro sperimentale di cinematografia di Roma. E molti disegni inventati su personaggi del copione, preti, politici, saltimbanchi, donnine di vita, insomma quell'universo felliniano già copiosamente distribuito nei vari film.
Merita soffermarsi su alcune riflessioni. Viareggio è stata sempre una città cinematografara. Da quando si interessarono al cinema il grande Ermete Zacconi, attore primario proprietario dell’Eden, e i figli che finanziarono la prima opera di Mario Monicelli “Pioggia d'estate”, si ebbe soprattutto da parte di un gruppetto di allievi studenti del liceo Carducci (ed erano Monicelli stesso, Guardone e Manfredo Bertini poi medaglia d'oro della Resistenza), un forte e spiccato interesse per realizzare pellicole (Guardone filmò un famoso Pinocchio). Li sollecitava soprattutto la vicinanza con gli stabilimenti della Pisorno a Tirrenia dove regnava un'altra famiglia di viareggini celebri, i Forzano (Gioacchino Forzano era stato anche un librettista di Puccini per il Gianni Schicchi). Orbene in questi studi della Pisorno, dopo la guerra fu filmato “Tombolo paradiso nero”. E tra gli altri registi che vennero a lavorare vi fu appunto un giovanissimo Federico Fellini. Che spesso fu visto anche in Viareggio.
Certo l’amore di Fellini fu tutto dedicato alla Romagna e a Rimini. Che decantò in opere strepitose tipo I vitelloni e Amarcord. Però Fellini conobbe il carnevale e non se ne dimenticò quando, accompagnato da Arnaldo Galli, volle acquisire dei mascheroni. Che usò in almeno due pellicole. Ma tanti altri registi, rammenta Alessandro Romanini, hanno avuto un film fantasma, un film sognato e non fatto. Tra costoro vi si ritrovano Bernardo Bertolucci che non fece “Paradiso - Inferno”, Pierpaolo Pasolini che non fece “Porno Teo”, Luchino Visconti che non fece “Alla ricerca del tempo perduto” (da Proust), Franco Zeffirelli che non fece “I fiorentini”.
Così Lucca Festival nei prossimi anni intende proseguire sulla strada di questi eventi che non si concretizzarono; ma che rimangono tracce importanti nella storia del cinema italiano.
Le tavole che i ragazzi del Centro sperimentale di Roma hanno prodotto per questa mostra meritano davvero molta risonanza, sono spettacolari, vi regna un denso tocco barocco, ci s’addentra in un Fellini tenebroso, sulfureo, ridondante, fantastico come egli fu, specie in Casanova e Roma. Emergono però anche motivi ironici che richiamano il Fellini disegnatore e caricaturista di quando disegnava per il Marco Aurelio, un giornale satirico dove fiorì anche il genio del versiliese Mino Maccari.
La mostra alla Gamc durerà fino al 30 aprile. E, tra l'altro, fa riflettere sul come “Lucca film festival” abbia preso l’iniziativa di “Europa cinema” a Viareggio che, dopo alcune edizioni, davvero splendide, la abbandonò. E quanti furono gli eventi lasciati? Dal festival della canzone, alla Bastia-Viareggio-Bastia di motonautica, possiamo far lapidi su ciò che Viareggio ideò e non portò a termine. Perciò è attinente dedicare una rassegna di film che non furono fatti. Di ciò possiamo insegnare a Federico Fellini.
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