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Vietata l’acqua del Baccatoio ma niente stop alle coltivazioni
L’Asl raccomanda di limitare il consumo di ortaggi a Valdicastello e Pollino ma non scatta alcuna ordinanza. Mallegni scrive a Del Dotto per Capezzano Pianore
VALDICASTELLO. Un nuovo censimento su tutti i pozzi presenti nelle zone di Valdicastello e Pollino, il rinnovo del divieto di attingere acqua dal Baccatoio, ma anche nessuna ordinanza che imponga uno stop alla coltivazione degli orti nelle due frazioni. Sono le conclusioni della relazione presentata ieri da Asl Toscana Nord sui risultati del monitoraggio condotto con l’Università di Bologna su una quarantina di siti. «Allo stato attuale non vi sono evidenze di presenza di arsenico, tallio, mercurio, cadmio, bario, nichel, cromo, manganese nelle aree esaminate in concentrazione tali da richiedere l’adozione di un provvedimento drastico di divieto di utilizzo dei suoli per la coltivazione» fanno sapere dall’azienda sanitaria mettendo però nel mirino alcuni ortaggi come salvia, rape, cavoli, finocchio, cime di rapa, bietola - le brassicacee - che hanno una particolare tendenza all’assorbimento dei metalli. Ortaggi per i quali dovrà quindi esserci un uso più limitato nella dieta quotidiana.
«È possibile - dice il sindaco Massimo Mallegni - che la contaminazione rilevata nel Baccatoio sul lato di Pietrasanta interessi anche una parte dei cittadini di Capezzano Pianore che vivono sul lato sinistro del torrente. Per questo scriverò al sindaco Alessandro Del Dotto per informarlo dei risultati del monitoraggio e di quanto emerso durante il tavolo tecnico. Invito i cittadini che vivono nell’area interessata a prestare attenzione alle indicazioni che abbiamo fornito ai cittadini di Pietrasanta. La diffida fatta a Gaia di sostituire le tubature contaminate presenti nelle abitazioni? C’è disponibilità da parte dell’azienda a intervenire».
«Il nostro monitoraggio è andato alla ricerca di elementi potenzialmente tossici nei suoli e nei vegetali coltivati nei siti individuati. La seconda parte del nostro studio - spiega il professore Gilmo Vianello dell’Università di Bologna - che sarà effettuata nei prossimi mesi, sempre insieme all’Asl Toscana Nord, prevede il monitoraggio di altri vegetali estivi. L’analisi fatta sui suoli evidenzia una concentrazione di elementi nella parte alta del torrente Baccatoio e anche in alcuni siti della zona Pollino dove abbiamo rilevato piombo, arsenico in minima quantità e tallio con un livello ben al di sotto della norma di legge. Per quanto riguarda i vegetali nella parte alta del Baccatoio lo studio evidenzia una relazione con il suolo: gli elementi potenzialmente tossici vengono assorbiti dalle brassicacee come il cavolo nero. Al Pollino ci sono zone in cui i vegetali presentano concentrazioni che però non sono correlate col suolo ma probabilmente con le acque utilizzate per l'irrigazione. C’è da capire se queste acque provengono dal torrente o dai pozzi che saranno oggetto di successiva indagine».
«I dati dei campionamenti - ha aggiunto Ida Aragona, direttrice del dipartimento di prevenzione Usl - evidenziano per le brassicacee la tendenza ad accumulare elementi tossici come bario, tallio e piombo. Non ci sono però motivi per dare indicazioni per l'emissione di divieti drastici come il divieto di coltivazione. È però importante informare la cittadinanza in merito al fatto di ridurre l'apporto di queste specie orticole nell’alimentazione quotidiana. Con una adeguata informazione si può ridurre l’esposizione agli elementi tossici». (l.b.)
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