La manifestazione
Viareggio, sul tracciato dell’asse decida la Darsena
Il portavoce del comitato dei residenti Raffaele Del Freo: «Non si trasformi tutto in una battaglia ideologica»
VIAREGGIO. «Sul futuro della viabilità della Darsena è giusto che decidano coloro che vi abitano. Un referendum esteso a tutti i cittadini di Viareggio rischierebbe di trasformare un tema come quello dell'asse di penetrazione in una questione meramente ideologica. Invece chi abita qui conosce bene il problema perché deve farci i conti tutti i giorni. E quindi sceglierà per la soluzione migliore».
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Raffaele Del Freo da anni è il portavoce del Comitato dei residenti della Darsena. E da anni si sgola perché si trovi una soluzione definitiva al problema del traffico che - specie nelle ore di punta - attanaglia tutta la zona del porto. «Io e i circa cinquecento residenti della Darsena che, al di là di qualsiasi orientamento politico, hanno spontaneamente dato vita al comitato non abbiamo dubbi: l'unica soluzione seria è una nuova strada a sud dello stadio dei Pini. Ma se l'amministrazione comunale intende consultare chi è interessato alla questione, lo faccia pure. Purché ascolti la voce di chi è interessato davvero al problema e non di chi non conosce neppure di cosa si parla. Altrimenti una questione concreta come la viabilità di un intero quartiere diventerebbe un terreno di scontro politico».
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L'assunto da cui parte Del Freo è semplice. «La viabilità della Darsena è stata pensata e realizzata prima dell'espansione del tessuto economico e sociale del quartiere. Oggi che nella zona del porto si concentrano i cantieri navali, gli stabilimenti balneari e i locali del Vialone, alcuni dei principali istituti scolastici della città e gran parte degli impianti sportivi le tre-quattro strade che attraversano il nucleo storico della Darsena solo letteralmente collassate dal traffico. Ci sono orari, come ad esempio di primo mattino quando entrano gli operai dei cantieri e gli studenti, in cui il flusso delle auto è insostenibile. E strade come la via Coppino diventano delle vere e proprie camere a gas. Ebbene, l'unico modo per alleviare un po' il peso del traffico è quello di realizzare una nuova strada a sud dello stadio dei Pini. Pensare ad un asse di penetrazione che utilizzi la viabilità esistente vuol dire decidere di non decidere. E vuol dire prendere in giro chi abita e lavora in Darsena. Perché le strade esistenti, per altro tutte strette ad eccezione di via Coppino, non possono sopportare i flussi che già oggi sono costrette a sopportare. Senza tenere conto che in questo reticolo di strade si trovano ben tre asili nido, due scuole superiori, una casa di riposo e da anni è stata istituita una "zona 30" proprio per ridurre la pericolosità del traffico».
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Del Freo, che in Darsena abita da sempre, invita semmai a pensare ad una nuova strada che sia fatta con intelligenza. Anche perché le risorse, come ribadito a più riprese anche dal governatore Enrico Rossi, ci sono. «Chi vive in Darsena come i cinquecento che hanno aderito al comitato dei residenti non vuole certo cementificare la Pineta come qualcuno vuol far credere. La Pineta è il nostro parco pubblico e siamo i primi a volerlo difendere. Per questo vogliamo che la nuova strada a sud dello stadio sia fatta nel massimo del rispetto dell'ambiente. In Europa ci sono autostrade che attraversano parchi naturali e il loro impatto è limitatissimo. Nel caso del nuovo asse, poi, si tratta di una normalissima strada a due corsie, non certo di chissà quale ecomostro. Vorrei far notare che il viale dei Tigli è una strada che attraversa la pineta per svariati chilometri e nessuno la giudica uno scempio».
Del Freo lancia poi una stoccata a quegli ecologisti che vorrebbero utilizzare la viabilità esistente per collegare il porto al nuovo asse. «A quelli che si ergono a paladini dell’ambiente, vorrei chiedere perché non fanno dei rilievi sulla qualità dell’aria che si respira in Darsena in certe ore del giorno e della notte? Perché dal quartiere sono state tolte le centraline che monitorizzano l’inquinamento da gas di scarico? Facciamola sulla salute delle persone una battaglia vera...»
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Del Freo sottolinea inoltre come, con la nuova strada a sud, si potrebbe rendere pedonale anche l'ultimo tratto del viale dei Tigli (quello dal nuovo asse alla via Virgilio), riunificando le due zone della Pineta che ora sono tagliate in due proprio a causa del traffico che utilizza il viale dei Tigli. «Se, con la realizzazione della nuova strada a sud dello stadio, si chiuderà alle auto l'ultimo tratto del viale dei Tigli, la Darsena e la città riacquisterà il proprio parco urbano. E quel tratto del viale dei Tigli si trasformerebbe in una sorta di nuovo viale Capponi dove pedoni e biciclette potrebbero muoversi liberamente da una parte all'altra della Pineta. Oppure si preferisce una Pineta di Levante come quella di ora, abbandonata a se stessa e senza una logica complessiva?»
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