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La Cgil: norme di sicurezza non rispettate

La Cgil: norme di sicurezza non rispettate

Venturini (Fillea): «La movimentazione è la fase più critica e le procedure non sono sempre seguite»

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PIETRASANTA. «Se è accaduto questo significa che le procedure di sicurezza non sono state rispettate al cento per cento». Un ragionamento tanto chiaro quanto diretto quello di Roberto Venturini, delegato della Fillea Cgil (l’omonimia con la ditta a capo della segheria è solo un caso). Il sindacalista è andato di persona sia all’ospedale Noa, per sincerarsi delle condizioni dell’operaio 39enne, sia nel piazzale della segheria, per vedere con i propri occhi il luogo dell’incidente. Non salta subito a conclusioni Venturini: prima occorre attendere l’esito dell’indagine e i risultati dei rilievi degli ispettori Asl. Ma un’idea se l’è comunque fatta. «L’operaio forse era troppo vicino al blocco di marmo, oppure l’imbracatura non era stata fissata nel modo giusto - spiega - Ma se è avvenuto un incidente simile, è chiaro che non tutte le procedure sono state seguite a dovere. E purtroppo il marmo non perdona».

Quello che si è consumato ieri mattina nel piazzale della segheria di via Mattei è il primo incidente nei cantieri del marmo dall’inizio del 2017, ma per trovare il precedente, purtroppo, non serva andare troppo a ritroso nel tempo. Era appena il 21 dicembre scorso quando un operaio è scivolato dalla bancata di una cava a Torano, rimanendo gravemente ferito; un mese prima, poi, la tragedia sempre a Torano, con un operaio 49enne rimasto ucciso in un crollo.

«Il marmo non perdona» continua sospirando Venturini. «In questo settore il rispetto delle norme di sicurezza è fondamentale, perché il minimo imprevisto può trasformarsi in una tragedia». Non c’è alcuna differenza nelle varie procedure della lavorazione, da questo punto di vista; ma se ce n’è una in cui stare particolarmente attenti, questa è proprio quella della movimentazione, ossia quando un blocco viene spostato da un punto ad un altro. La stessa che veniva effettuata ieri mattina quando si è verificato l’incidente. «È questa la fase più delicata e più pericolosa - continua Venturini - Infatti la maggior parte degli incidenti avviene in questo momento. Le procedure di sicurezza se seguite permettono di mettersi in guardia anche dal più piccolo imprevisto, ma se ignorate le conseguenze posso essere molto gravi».(a.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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