Sicurezza
Il dirigente condannato non verrà riassunto
Il tribunale del lavoro di Lucca ha rigettato il ricorso di Claudio Castellacci che era stato coinvolto nel processo sul recupero di Bussoladomani
CAMAIORE. Non tornerà a lavorare in Comune a Camaiore Claudio Castellacci, 64 anni originario dell'empolese. Era stato licenziato senza preavviso dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Alessandro Del Dotto a seguito di una condanna del tribunale.
Lo ha stabilito il tribunale del lavoro di Lucca al quale Castellacci si era rivolto per essere riassunto: ha chiesto che il giudice dichiarasse nullo o illegittimo il licenziamento, voleva essere reintegrato, che gli venissero corrisposti gli stipendi maturati più un risarcimento del danno «in considerazione della natura ingiuriosa del recesso». Un licenziamento che secondo Castellacci avrebbe leso il suo decoro e la sua dignità professionale. Ma il giudice Susanna Messina ha stabilito che il ricorso chiesto dall’ex dirigente è infondato.
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La condanna subita da Castellacci per “corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio”, secondo il tribunale è da ritenersi di per sé sufficiente a «ledere il vincolo fiduciario con il datore di lavoro».
«Non si può neanche pensare - citiamo la sentenza - che tale ricostruzione possa essere inficiata dall’eventuale prescrizione del delitto perché non è in grado di escludere l’avvenuto accertamento di colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio». In parole povere: quel licenziamento senza preavviso è legittimo e l’ex dirigente del Comune dovrà pagare alle casse del municipio 3.500 euro.
Il procedimento disciplinare contro Castellacci aveva preso il via nel 2010 dopo il suo coinvolgimento nella vicenda giudiziaria nata per la realizzazione di una serie di progetti e opere pubbliche tra le quali il recupero dell’ex Bussoladomani e la costruzione del pontile (per la quale, nello specifico, non ci sono state condanne).
Nel marzo del 2015 è arrivata però la sentenza di primo grado: crollano tutte le accuse sulle presunte tangenti pagate per la realizzazione del pontile di Lido di Camaiore. Tuttavia, pur smantellando buona parte dell’impianto accusatorio, il giudice aveva ritenuto fondate le accuse di corruzione e turbativa d’asta per la vicenda ex Benelli-Bussoladomani. In proposito a Castellacci il tribunale aveva inflitto in primo grado la condanna a due anni per corruzione e turbativa d’asta, pena che è stata sospesa.
È plausibile adesso che l’ex dirigente del Comune di Camaiore ricorrerà in appello per tentare di ribaltare la decisione del giudice.
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