Il Tirreno

Versilia

Antenne, concessioni dimezzate

di Donatella Francesconi

Il Comune si giustifica: «Le società ricorrono al Tar e vincono. Non potevamo correre questo rischio»

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. «Là dove pagavano 15.000 euro di concessione ne pagheranno invece 8.000», è l'esempio portato in commissione bilancio dal ragioniere capo Alberto Bartalucci con riferimento alle novità che il Comune intende introdurre in materia di concessione di suolo pubblico per l'installazione di antenne della telefonia mobile. Uno "sconto" dovuto. Così ha spiegato Bartalucci ai consiglieri rimasti interdetti: «Gli Enti sono costretti ad abbattere i costi delle concessioni a seguito delle azioni legali che le compagnie della telefonia intraprendono». I canoni di concessione che, con la delibera al voto del consiglio il 27 marzo, passano dritti nel regolamento Cosap (suolo pubblico) «erano piuttosto alti», sono ancora le parole del dirigente comunale. Il quale continua: «Ci hanno contestato l'illegittimità dei canoni applicati e hanno esibito una serie di sentenze ed interpretazioni normative a loro favorevoli».

A quel punto il Comune di Viareggio si è consultato con altri Enti «grandi e piccoli che stavano anche loro riformando i canoni in questione». Un percorso iniziato oltre un anno fa, quando le aziende della telefonia hanno iniziato il pressing sul Comune affinché modificasse le cifre. Alla fine la scelta, ha spiegato Bartalucci alla presenza dell'assessore al bilancio, Laura Servetti: «Li abbiamo elevanti rispetto ai normali canoni di occupazione del suolo pubblico, ma abbassati rispetto ai costi che erano in vigore». Ai consiglieri comunali (in particolare Massimiliano Baldini, capogruppo del Movimento cittadini) che hanno domandato se non fosse più opportuno lasciare che i colossi della telefonia affrontassero il ricorso al Tar invece che alzare le mani di fronte alle richieste, Bartalucci ha risposto: «Il rischio del ricorso era che il Comune soccombesse. A quel punto avremmo potuto trovarci nella condizione di dover restituire quanto le aziende avevano pagato». A supporto della scelta che l'amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro porta al voto del consiglio comunale, Bartalucci ha ricordato: «Per legge vanno applicati i canoni Cosap e anche di favore perché queste sono considerate aziende che svolgono un servizio pubblico meritevole di tutela».

Molte le domande e le questioni poste da tutti i consiglieri presenti alla riunione della commissione. Da quelle di natura ambientale a quelle più strettamente economiche. Il capogruppo del Partito democratico, Luca Poletti, ha chiesto di poter avere un raffronto dei dati: quanto il Comune incassava prima e quanto andrà ad incassare applicando gli "sconti". Ma questo dato non era disponibile. Certo, è il tema introdotto da Bartalucci, "si può sempre negare l'autorizzazione all'installazione…». E certo la situazione sarebbe più chiara - ha sottolineato Annamaria Pacilio, capogruppo del Movimento Cinque stelle, «se vi fosse un Piano comunale della telefonia, e vorrei capire perché non c'è ancora». Anche considerando, ha ricordato Baldini, «che il problema delle antenne è una delle questioni centrali del dibattito cittadino».

Da parte sua l'assessore Servetti ha chiosato: «Condivido la questione ambientale. Ma non si può cambiare il Regolamento sapendo che si va a perdere». «Prima di cedere esclusivamente al tornaconto economico e all'aggressione delle compagnie», è stato il commento di Baldini, «avrei speso qualche parola di più».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web