Il Tirreno

Versilia

Allarme pidocchi all’asilo: «Infestati da più di 3 mesi»

Melania Carnevali
Il cartello appeso davanti alla porta dell'asilo
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Il cartello appeso davanti alla porta dell'asilo

Al nido La Coccinella di Torre del Lago casi di pediculosi da dicembre. Un genitore si appella al Comune: «Siamo costretti a tenere la piccola a casa»

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TORRE DEL LAGO. «Si sono verificati di nuovo casi di pediculosi su alcuni bambini. Si prega vivamente di effettuare trattamenti adeguati più di una volta e curare accuratamente le teste dei bambini». Sembra la storia della peste di Milano, quando per indicare una casa infestata dai batteri si marcava con una x il terreno davanti alla porta. Solo che questa volta il “male” è molto più soft, anche se altrettanto fastidioso: i pidocchi. E quello è il contenuto del cartello appeso all’ingresso dall’asilo nido La Coccinella di Torre del Lago. Uno dei tanti asili, dove si verificano casi di pidocchi. Nulla di strano: tante teste di piccoli diventano nidi di pidocchi, refrattari poi a qualsiasi tentativo di prevenire il loro arrivo. E nulla di grave: basta una cura per toglierli. Il punto è che dall’asilo La Coccinella non vogliono andarsene.

«È da dicembre che quel cartello viene appeso e i bambini continuano a prendere pidocchi ogni dieci giorni», dice un papà, che dopo l’ennesimo caso di invasione di pidocchi nella testa della sua bimba di due anni è andato su tutte le furie. Ha contattato l’asilo, poi il Comune e infine il giornale. «Ma sapete cosa significa mettere sulla testa di una bambina di appena due anni quell’olio? - commenta - Senza dimenticare che dopo il prima trattamento bisognerebbe continuare a spruzzarle uno spray».

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Alcune premesse. Non c’è nessuna relazione tra la pulizia personale e una parassitosi, come quella da pidocchi. Piuttosto esistono alcune caratteristiche individuali (tipo di capelli, odore della pelle) che fanno sì che alcuni bambini prendano i pidocchi più frequentemente di altri. Inoltre, capita che i bambini trattati siano in realtà ancora infestati e continuino a diffondere la parassitosi, senza che nessuno lo sappia. «La mancata efficacia del trattamento può dipendere da un uso scorretto uso del trattamento stesso - spiega la vicepresidente dell’ordine dei famarcisti di Lucca, Pierpaola Martinotti, della farmacia Inglese in corso Garibaldi a Viareggio - Dopo otto giorni dal primo trattamento, i genitori devono effettuarne un secondo, anche se non vedono pidocchi nella testa del piccolo».

La bimba in questione avrebbe preso i pidocchi più di una volta da dicembre. «Li prende ogni volta che si ferma a dormire lì il pomeriggio», racconta ancora il papà. Per questo, nonostante i genitori abbiano pagato la retta intera (cioè per tutta la giornata), la bimba «non resta più tutto il giorno». Non ora. «Siamo costretti ad andarla a prendere all’una o a non portarla proprio all’asilo, per paura che riprenda i pidocchi. Abbiamo chiesto che venga disinfestato l’asilo, ma sembra non si muova nulla».

Il Comune di Viareggio (dove proprio mercoledì ha preso vita un incontro sul tema della scuola) sta pensando di promuovere incontri con i genitori che abbiano come tema la «corretta cura per i pidocchi», informa la neo assessora alle politiche culturali ed educative Sandra Mei. I casi per cui all’asilo di Torre del Lago continuano a verificarsi casi di pediculosi, infatti, sono due: o la struttura è veramente infestata di pidocchi o - più probabile - qualche bimbo, senza saperlo, non è stato curato bene e continua a portarli. «Io propongo sempre ai genitori - commenta Pierpaola Martinotti - il rimedio dei nonni: spruzzare dopo la cura acqua e aceto per diverso tempo».

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