Sicurezza
Sarà il Comune a completare l’Ittico
È accordo con la Regione: l’annuncio dell’amministrazione ai pescatori
VIAREGGIO. Il Comune intende completare in proprio i lavori per dare alla città il nuovo mercato ittico, una delle grandi opere incompiute della città. Tra 2014 e 2015 l’allora commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo, entrato in carica dopo la prematura caduta dell’amministrazione del sindaco Leonardo Betti, passò l’opera alla Regione che ne è Ente finanziatore con due milioni e mezzo stanziati ormai dieci anni fa. L’allora amministrazione aveva bandito la nuova gara per i lavori interrotti nel 2012 a causa del fallimento dell’azienda che si era aggiudicata l’appalto e aveva anche individuato il vincitore. Ma sulla vicenda pendeva l’indagine dei carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca che avevano affrontato il nodo mai sciolto del sistema dei lavori pubblici a Viareggio. Un nodo che non ha sciolto neppure l’archiviazione disposta dal Gip del Tribunale di Lucca per l’intero “pacchetto” delle indagini. Perché è lo stesso giudice che - ascoltando in aula l’allora dirigente dei lavori pubblici Riccardo Raffaelli, prende atto delle dinamiche di bilancio dell’Ente pubblico, là dove si afferma che in Comune c’era «un calderone» che assorbiva tutti i finanziamenti vincolati, per cui quando si arrivava al completamento di opere pagate dalla Regione - come appunto il mercato ittico - poteva accadere che alcune somme si fossero “perse”. Nel caso del nuovo Ittico si parla di una cifra intorno ai 300.000 euro che - ad archiviazione intervenuta - nessuno ha più cercato.
Ma non sono solo le carte dei carabinieri a ricostruire la contorta e complessiva vicenda del sistema di progettazione mista pubblico-privato e sulle sue conseguenze. Quando, nel 2014, il completamento dell’Ittico viene affidato per un breve periodo al dirigente Vincenzo Strippoli, è lo stesso Strippoli a scrivere al predecessore Raffaelli sottolineando come le ulteriori progettazioni ritenute necessarie per mano dell’architetto Francesco Tomassi, su indicazione di Raffaelli, fossero in realtà già ricomprese nello schema dei lavori affidati alla Quadrifoglio.
In quei mesi la vicenda dei pagamenti delle fatture che l’architetto Tomassi rivendicava dal Comune si fece “calda” anche per il rifiuto opposto dall’allora dirigente dei servizi finanziari, Salvatore Santoro il quale dimostrò all’amministrazione come si fosse in presenza di una «procedura errato o illecita ed il pagamento ingiustificabile». Appena qualche mese fa l’Organismo straordinario di liquidazione ha respinto la richiesta di pagamento presentata dallo stesso Tomassi.
La domanda è inevitabile oggi: per completare i lavori si ripartirà dalla nuova progettazione che l’ingegner Raffaelli riteneva indispensabile o prevarrà la tesi di Strippoli per cui è già tutto nero su bianco? (d.f.)
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