La manifestazione
L’uomo del lago
Pittore, fotografo e regista di film sul Massaciuccoli
di ADOLFO LIPPI
Molto spesso la Versilia dimentica di avere un lago, quello di Massaciuccoli, di possedere un patrimonio ambientale (la tenuta fino a Marina di Pisa) unico al mondo, di ospitare ancora cinghiali e daini in smisurato numero nonché uccelli di straordinaria bellezza, tra i quali il “martin pescatore” che nidifica a Torre del Lago. Chi non dimentica ed anzi ne ha fatto una ragione di vita è Alessandro Tofanelli, pittore, fotografo, regista (ha filmato due film importanti) che, con professionalità multimediale, da anni dedica l’arte sua a dipingere le bellezze naturali della macchia e del lago, raccontando storie di uomini e bestie con estrema bravura e tocchi di autentica poesia.
Di Tofanelli è attualmente visitabile una bella mostra di quadri e filmati presso il palazzo della Fondazione Banca del Monte di Lucca. E la mostra è stata l’occasione per un incontro stimolante tra Tofanelli, il presidente dell’Ente Parco Migliarino Massaciuccoli San Rossore Giovanni Maffei Cardellini, il presidente toscano di Italia Nostra Antonio Dalle Mura, la storica dell’arte Antonella Serafini, il giornalista Umberto Guidi.
Ciò che da quest’incontro emerge ha due letture. La prima riguarda il lago e le creature che ancora ci vivono. La seconda riguarda il rapporto tra un artista e l’ambiente dal momento che la cultura moderna si è tanto allontanata dai temi del paesaggio, del vasto nostro patrimonio naturalistico; mentre appena un secolo fa pittori come Lorenzo Viani, Moses Levy, Oreste Paltrinieri, Alfredo Catarsini, per citarne alcuni, dettero opere indimenticabili sulla marina viareggina e la pinete e le Alpi Apuane.
Il paesaggio era, allora, una star. Tant’è che se ne invaghirono scrittori quali Thomas Mann e D.H. Lawrence, poeti come Shelley, Rilke, Byron, Pascoli, D'Annunzio, Montale, Ungaretti, Pea. E tutti definirono la Versilia quale “rinato Eden”.
Così descrissero “incantato” il luogo e nessuno dimentichi che Giacomo Puccini poté creare le sue magnifiche note tra il frusciare dei canneti del Massaciuccoli e il richiamo degli uccelli che allora più che adesso frequentavano il lato e le rive. Si istituì un vero e proprio “club di Bohème” e vennero a vivere con Puccini parecchi pittori post -macchiaioli (Pagni, Nomellini, i Tommasi, Viani) cosicché non stupisca che Alessandro Tofanelli abbia, da sempre, scelto di vivere e lavorare in un casone dentro il parco, un casone vasto, accogliente, circondato da una vegetazione rigogliosa, rinfrescante.
Spesso si è accolti dal volo di miriadi di palpitanti farfalle, spesso s’avvicinano i piccoli cinghiali. Con naturalezza, con leggera complicità. Così nei quadri di Tofanelli si affacciano squarci di boschi, di acque, di cieli ora blu-cobalto ora bianchi di luce. E nei quadri in maniera metafisica “grida” il silenzio mentre qua e là Tofanelli colloca presenza di biciclette, piccole automobili, barche di uomini senza rappresentare mai gli uomini che farebbero chiasso e storia; mentre la visione deve sempre rimanere eterna, fissa, meraviglia delle meraviglie, insomma un lembo edenico che nessuna speculazione o cementificazione ha potuto rovinare.
Vivendo a contatto con questo tempo fermato Tofanelli s’è imbattuto nel “martin pescatore” di una sottofamiglia di uccelli di piccole e medie dimensioni, coloratissimi, distribuiti nel vecchio mondo in Africa, in Australia. Il “martin pescatore” quasi mai migra, è stazionario. Abbisogna tuttavia di acque dolci, corsi d'acqua, stagni, lago. E sistemandosi in un amo scruta dall'alto le prede, poi da abile tuffatore s'immerge, agguanta i pescetti, ne divora almeno sessanta al dì, altri li porta nel nido dove lo attende la prole affamatissima. Aiutandosi con immagini subacque e con immagini riprese da camere sistemate dentro ai nidi, Tofanelli, da abile regista, ha realizzato un film sulla vita del “martin” e il film viene proiettato in tre schermi tanto ricche sono le immagini riprese a Torre del Lago.
Poi Tofanelli ha realizzato dei quadri. Sono di tecnica mista, un po’ foto, un po’ pittura ad olio, e i quadri fermano i voli del “re pescatore” del quale si apprezzano gli impeccabili leggeri confini tra coloriture le più leggiadre (azzurri chiari chiari, arancioni ramati, bianche piume immacolate).
Sempre fedele al “regno” prescelto, Tofanelli “girò” anche due film, “Contronatura” e “Il segreto degli alberi”, premiati in festival in Italia e negli Stati Uniti d’America.
Ma qual è lo stato del lago di Massaciuccoli? Ecco la prima lettura di questa mostra. Secondo il presidente del Parco (ed il lago appartiene al parco), il Massaciuccoli è assoluta priorità, deve essere salvaguardato e strenuamente difeso. Il lago, se venisse trascurato, tra vent’anni non sarebbe altro che una pozza maleodorante; e già adesso i pesci lo disertano e spesso gli uomini che li mangiano rimangono intossicati. Non è più il lago delle tinche e delle anguille. Il lago è pieno di alghe nerastre e vi è gettato un po’ di tutto.
Ma ciò che più lo distrugge sono le vicine colture di Vecchiano, scaricano pesticidi o altri concimi chimici e, come ben rammenta l’ingegnere Antonio Delle Mura, tra cinquant’anni il lago scomparirà e dalla villa che fu di Puccini a piedi si raggiungerà Massarosa. Perché tanta rovina? Perché nel parco continuano a morire migliaia di alberi?
Il presidente Cardellini è consapevole di ciò che avviene. Ed annuncia prossima la nomina di un nuovo direttore generale mentre la Regione gli ha appena approvato i bilanci. Epperò la burocrazia ha tempi sempre troppo lenti senza considerare le beghe tra enti predisposti, tant’è che il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro minaccia di uscire dal consiglio dell’Ente.
Per fortuna Tofanelli ha l’occhio innocente come lo ebbero, davanti a tanta bellezza, Gabriele D’Annunzio e Giovanni Pascoli, Lorenzo Viani ed Enrico Pea. Così il suo lavoro e la mostra che tanto richiamano Giacomo Puccini (torrelaghese a tutti gli effetti) restano un monito “shelleyano” affinché tante meraviglie, tra l’Alpe e il mare, restino anche alle generazioni a venire.
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