Sicurezza
Palazzo Moroni riapre alla città
Entro maggio l’inaugurazione del Museo Archeologico Comune a caccia di privati per ristrutturare i piani superiori
PIETRASANTA. Il vernissage è fissato per il mese di maggio: due mesi, o poco più, per la riapertura del piano terra di Palazzo Moroni e del museo archeologico Bruno Antonucci, dopo anni di oblio. Con una postilla: recuperare anche gli spazi al secondo e al terzo piano, attraverso la concessione gratuita da assegnare a un privato, tramite bando. Gratuita perché il filantropo di turno dovrà mettere mano generosamente al portafoglio, ristrutturare gli ambienti, allestire esposizioni di arte contemporanea, concedere sale al Comune e nel caso di biglietto d’ingresso il ricavato dovrà essere devoluto a un’associazione del territorio. Come a dire guadagno zero, «ma visibilità, visto che siamo in piazza Duomo, significativa. Se il bando riscuoterà un qualche interesse? Io penso proprio di sì: sono molti coloro che vogliono investire a Pietrasanta» fa sapere il sindaco Massimo Mallegni.
Tornando alla mappa del museo archeologico saranno ospitati centinaia di reperti, la cui datazione copre un arco temporale che va dalla preistoria al medioevo in Versilia. «Ho ritrovato Palazzo Moroni esattamente come lo avevo lasciato nel 2010. Con una differenza: qualcuno aveva lasciato la finestra aperta al piano superiore e i piccioni ci hanno abitato per anni con tutto ciò che ne consegue. Abbiamo investito 230mila euro per il suo recupero e per la parziale ristrutturazione dello stabile - aggiunge Mallegni - che manterrà il vincolo monumentale e pertanto soggetto alla tutela della Sovraintendenza. Affideremo invece ai privati, mediante convenzione, il completamento degli interventi di ristrutturazione dei piani superiori. Le mostre temporanee dovranno interagire con le esposizioni di reperti sviluppando appieno il concetto di centro polifunzionale».
Sei le sale che caratterizzeranno il percorso espositivo. «La prima dedicata ad Antonucci, con cimeli, taccuini e materiale fotografico dell’archivio Antonucci relativi al periodo degli scavi in Versilia. La seconda e terza sala sono invece incentrate sui ritrovamenti di San Rocchino e all’età arcaica e classica con la curiosità del grande plastico dell’insediamento a fianco di numerosi ritrovamenti. Nella quarta sala è prevista una necropoli formata da 10 cippi a clava di diversa tipologia, reperti unici al mondo e di grande efficacia che raccontano il metodo di sepoltura dell'epoca. La quinta sala è stata immaginata come una sorta di scrigno contenente moltissimi materiali e reperti. L’ultima sala sarà una sorta di preview dei piani superiori. Il progetto di allestimento è stato curato da Massimo Ceragioli. (l.b.)
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