Sicurezza
Appello alla Regione: meno intralci sulla caccia
MASSAROSA. Massarosa, terra di cacciatori. Ma la legge non è chiara, è confusa: quella regionale non si adegua alla linea nazionale. Per questo è stata approvata all’unanimità del consiglio comunale...
MASSAROSA. Massarosa, terra di cacciatori. Ma la legge non è chiara, è confusa: quella regionale non si adegua alla linea nazionale. Per questo è stata approvata all’unanimità del consiglio comunale una mozione per chiedere alla Regione Toscana di semplificare le norme per il rilascio delle autorizzazioni per gli appostamenti di caccia fissi e precari. Una richiesta di adeguamento della disciplina rispetto a quella nazionale che va a vantaggio dei cacciatori e degli uffici.
«Oggi la normativa regionale, che discende dal combinato disposto delle leggi del 1994 e del 2014, consente la realizzazione degli appostamenti di caccia fissi o precari - dice il vicesindaco Damasco Rosi - ma la procedura per il rilascio è complessa e dispendiosa, non solo per chi lo richiede, ma anche per gli uffici comunali chiamati ad affrontare le varie casistiche».
Con questa mozione Massarosa chiede alla Regione il recepimento, all’interno del proprio quadro normativo, della disciplina nazionale introdotta in ultimo dal collegato ambientale alla legge di stabilità 2016.
In questa legge infatti Roma ha introdotto il principio per cui l’autorizzazione rilasciata dalla Provincia costituisce già di per sé titolo abilitativo e condizione per la sistemazione del sito e l’installazione degli appostamenti che possono rimanere fino alla scadenza dell’autorizzazione, inoltre i posti fissi non devono alterare in maniera permanente lo stato dei luoghi, devono avere natura precaria, devono essere realizzati in legno .
«Il territorio di Massarosa - conclude Rosi - anche per la sua conformazione, è fortemente caratterizzato, sin dall’antichità, da una forte presenza di appassionati della caccia. Gli appostamenti venatori agli acquatici, gli appostamenti fissi alla minuta selvaggina e gli appostamenti ai colombacci, quindi, come da tradizione, si trovano in molte aree del nostro comune dove è consentita la loro presenza. Dobbiamo dunque, con un approccio laico, risolvere le problematiche emerse, superare i dubbi, i fraintendimenti e un eccesso di burocratizzazione - dato che la Regione Toscana equipara gli appostamenti venatori a manufatti aventi rilevanza edilizia con conseguente applicazione della relativa normativa - e mettere in condizione i cacciatori, muniti di tutti i permessi e nel rispetto della legge, di svolgere l’attività che è loro consentita. Con in mano il mandato del consiglio comunale ci faremo dunque portatori di queste istanze».
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