I bagni del Lido sono quelli che pagano meno
Soltanto quattro stabilimenti balneari su 97 sono sopra i dodicimila euro all’anno
LIDO DI CAMAIORE. Lido di Camaiore spicca tra le località balneari della Versilia per i prezzi degli stabilimenti balneari con i canoni meno cari, anche perché hanno meno spazio disponibile: solamente cinque concessioni demaniali su oltre novanta (quattro bagni e la sala Bingo) superano annualmente i 12mila euro (che teoricamente corrispondono a mille euro al mese). Tanto per capirsi: a Viareggio sono 23 bagni su circa 120, a Marina di Pietrasanta sono 10 su 112, a Forte dei Marmi 18 su 98. Lido quindi è l’arenile con i canoni per gli stabilimenti balneari più bassi in termini di numero assoluto. Emerge infatti questo dai dati dell’ufficio Demanio del Comune di Camaiore relativi alla stagione 2016.
A pagare più di tutti è il bagno Cristallo con i suoi 35.283,35 euro, il manufatto è di proprietà statale e la titolarità è di Liliana Itoyz. Secondo nella classifica è il bagno Ariston con 34.061,272 euro. Ci sono poi il bagno Cavalluccio Marino con 19.073 euro e il bagno Isonzo con 12.029 euro.
Lo stabilimento balneare che spende di meno è il Venusta I di Massimo Verdini. Viene esclusa la colonia marina di cui è titolare la casa di cura lucchese di Santa Zita che spende annualmente 357,714 euro.Sopra i diecimila invece sono in totale soltanto dieci stabilimenti.
Ma a Lido sono molto noti i rappresentanti della politica camaiorese che hanno uno stabilimento balneare: a spendere più di tutti è l’attuale consigliere comunale, capogruppo dell’Unione di Centro. Pier Francesco Pardini, i bagni della sua famiglia arrivano a sborsare fino a 17 mila euro all’anno (il bagno Pardini spende 6.150.192, il bagno Patrizia 10.924,84 euro). Lo segue a ruota l’assessore al Turismo Carlo Alberto Carrai, lo stabilimento balneare della sua famiglia, il Mascotte, spende all’anno poco meno di settemila euro (6.919,194 per l’esattezza). L’attuale consigliere comunale di Forza Italia e candidato sindaco alle prossime elezioni comunali, Marco Daddio, spende 4.718,729 euro. La famiglia del consigliere Andrea Favilla, con i due bagni Venusta spende quasi 4mila euro (2.767,998 euro per il Venusta I e 3.021,380 per il Venusta II). Il rappresentante dei balneari di Lido, Luca Petrucci, del bagno Alberto spende 5.033,976 euro.
Per ogni canone demaniale richiesto dallo Stato al balneare per la gestione delle spiagge comunque bisogna calcolare sempre un 25% in più sul prezzo che risulta dal canone.
Questa percentuale risulta come l’addizionale di imposta della Regione e, soprattutto in alcuni casi, significa migliaia di euro in aggiunta a quanto già versato. Il fatto che non risulti direttamente è perché consiste in una vera e propria tassa sul canone stesso. Questi soldi finiscono direttamente nelle tasche della Regione e sono una cifra che effettivamente i balneari pagano e che noi, per comodità, abbiamo deciso di non sommare ai dati forniti dal Comune.
Nei giorni scorsi il nostro giornale ha pubblicato tutte le cifre dei canoni balneari in Versilia: da Viareggio a Pietrasanta. Una scelta arrivata dopo l’attacco che il ministro allo sviluppo economico Carlo Calenda ha fatto alla categoria dei balneari. Calenda ha sostenuto che non ci sarebbe trasparenza su quanto i bagni versano allo Stato.
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