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Donne scomparse, per le case acquistate assolto Giunio Massa

Donne scomparse, per le case acquistate assolto Giunio Massa

L’avvocato viareggino giudicato innocente anche in appello Da Velia e Maddalena comprò due abitazioni per 294mila euro

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VIAREGGIO. Dopo l'assoluzione in primo grado, è arrivata anche la conferma in appello. L'avvocato Giunio Massa non ha truffato né tantomeno circuito Velia Claudia Carmazzi e la madre Maddalena Semeraro - le due donne scomparse dal campo dei misteri di via dei Lecci nell'estate 2010 e mai ritrovate - in occasione della compravendita delle due case di via Machiavelli a Viareggio e via della Caserma a Torre del Lago. E non ha commesso analogo reato in occasione della compravendita di una casa in via Pisacane che ha avuto come protagonista Raffaella Villa. Ieri mattina la sentenza di assoluzione-bis è stata pronunciata a Firenze al termine del processo di secondo grado. Così, se non vi saranno ricorsi in Cassazione (le motivazioni della sentenza saranno rese note entro 45 giorni), l'avvocato Giunio Massa uscirà definitivamente di scena da uno dei gialli più intricati che hanno avuto come scenario la Versilia e che ha portato alla condanna a 38 anni di carcere di Massimo Remorini e a 16 anni della sua amante Maria Casentini.

L'accusa. Secondo l'accusa (in appello il pubblico ministero aveva chiesto 1 anno e 8 mesi di reclusione) l'avvocato Giunio Massa era stato colui che - assieme a Remorini - aveva organizzato e portato a termine il doppio affare. Che, sempre secondo gli inquirenti, aveva portato via alle due donne, a prezzi ritenuti inferiori ai valori di mercato, due immobili di discreto valore. Per la precisione, 294mila euro pagati a fronte dei 570mila euro ritenuti congrui per l'operazione. I beni, tra l'altro, non passarono mai direttamente nelle mani di Giunio Massa, bensì furono acquistati dai suoi familiari: quattro contratti furono stipulati tra Velia, Maddalena, il figlio e nipote David Paolini da una parte e Alberto Massa (fratello di Giunio), Gabriella Loggini e Andrea Massa (moglie e figlio del legale) dall'altra per il passaggio di proprietà delle due abitazioni.

La difesa. Una ricostruzione - quella dei pubblici ministeri che si sono avvicendati sia in primo grado che in appello - che è stata smontata dagli avvocati Riccardo Carloni ed Enrico Marzaduri, difensori dell'avvocato Massa. I legali hanno infatti dimostrato che i passaggi di proprietà sono avvenuti correttamente, di fronte a notai, e a prezzi in linea con i valori di mercato. Questo perché - questa la tesi portata avanti dai difensori - doveva essere tenuto conto che si trattava di immobili occupati e in condizioni precarie. Una linea che è stata sposata sia dai giudici di primo grado che da quelli dell'appello. Anche se, nel caso della doppia compravendita che ha avuto come venditrici le due donne uccise e fatte sparire da Massimo Remorini, nel processo celebrato ieri a Firenze è stato dichiarato inammissibile l'appello perché il reato è risultato prescritto. E' stata invece confermata l'assoluzione già pronunciata in primo grado per il caso della compravendita della casa di Raffaella Villa, per la quale non è invece ancora scattata la prescrizione.

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