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Dissesto, altri due indagati nell’inchiesta delle fiamme gialle
L’ex dirigente Giulio Marlia e l’ex funzionaria Anna Maria Barsotti insieme all’ex ragioniere capo Al centro delle indagini i riaccertamenti dei residui attivi nel rapporto tra Comune ed Erp
VIAREGGIO. Ci sono altri due nomi nell’avviso di conclusioni di indagini della Procura di Lucca (pm Lucia Rugani, delega di indagine alla guardia di finanza di Lucca) per la parte di inchiesta nata dalla ispezione del Mef (2014) nei conti del Comune tra 2009 e 2013. Oltre all’ex ragioniere capo Maurizio Nieri - come già anticipato dal “Tirreno” - compaiono anche l’ex dirigente Giulio Marlia e la ex funzionaria Anna Maria Barsotti, L’avviso di garanzia è l’atto dovuto all’indagato affinché possa mettere mano alla propria difesa e far valere le proprie ragioni. Cosa che Giulio Marlia è ben intenzionato a fare per quanto concerne la determina di riaccertamento dei residui attivi relativi al rapporto tra Comune di Viareggio ed Erp, l’Ente proprietario delle case popolari.
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L’accusa - al momento la politica non è coinvolta - è quella di aver inserito in bilancio cifre ben più elevate rispetto a quelle che Erp indicava come dovute. Nel farlo «omettevano - così l’accusa - di eseguire efficaci controlli sulla effettiva esigibilità dei titoli così che l’attività di riaccertamento era solo formale». Il risultato era che risultavano mantenuti in bilancio «crediti per residui attivi in relazione all’originario titolo giuridico però ormai prescritti od in concreto inesigibili».
Secondo la guardia di finanza di Lucca cui la Procura (pm Fabio Origlio, oggi a Firenze) affidò l’indagine sull’esito dell’ispezione del Mef, ciò non avveniva a caso perché ne conseguiva che risultavano «aumentate le voci attive di bilancio» e veniva «nascosto/diminuito il grave disavanzo allo scopo di giustificare spese altrimenti non ammissibili», così che «era rinviato il piano di rientro del disavanzo».
Nello spiegare la propria posizione, Marlia racconta: «Sono arrivato al settore sociale dalla cultura, ruolo che ricoprivo da molti anni grazie alle conoscenze specifiche accumulate nella vita e negli studi, circa 40 giorni prima delle determina di riaccertamento che mi viene contestata. E non sono stati quaranta giorni facili: non solo ero stato trasferito contro la mia volontà, non solo affrontavo una situazione difficile per la malattia di un familiare, ma il mio arrivo a dirigente del sociale coincise con la revoca dei sussidi, con la campagna di risparmio che passava attraverso l’allontanamento delle decine di persone cui il Comune pagava gli alberghi, e con l’inizio del lavoro che ha poi portato ai provvedimenti emessi dalla stessa Procura di Lucca per lo sgombero degli occupanti abusivi delle case popolari».
Un periodo molto “caldo” che si prolunga per mesi, con Marlia intento a fare chiarezza sulla gestione degli alloggi popolari, senza sconti neppure per la politica al governo della città. Al punto che la Prefettura chiese al dirigente se non valutasse la necessità di essere dotato di una scorta. «Insomma, arrivai e mi ritrovai in mezzo al caos», sono le parole del dirigente che con gli inquirenti ha collaborato anche quando si è trattato dell’indagine dei carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca sulla gestione dei lavori pubblici a Viareggio.
Gli indagati hanno oggi il tempo necessario per scegliere se essere sentiti o meno dal sostituto Procuratore Rugani. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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