Il Tirreno

Versilia

Sgominato lo spaccio della banda incappucciata

di Cesare Bonifazi
Sgominato lo spaccio della banda incappucciata

Un supermercato di stupefacenti era nato nella zona di via Kennedy a Lido Tre spacciatori sono finiti in carcere, quattro agli arresti domiciliari

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LIDO DI CAMAIORE. Era il quadrilatero della droga, un vero e proprio supermercato dello spaccio nella boscaglia tra via Ariosto, via Kennedy, via Alfieri e via Trieste. Ci sono voluti mesi di indagini e lo sforzo dei carabinieri della stazione di Lido con l’aiuto del nucleo Cinofili di Pisa, al termine dei quali sono scattati sette provvedimenti di custodia cautelare del Gip di Lucca nei confronti di sette persone.

Ad essere coinvolti sette marocchini, tre dei quali sono finiti in carcere: Abdellah Benqaida, 39 anni, Abdellatif Charit detto “Sandrino”, 30 anni e Hassane Moutala, 33 anni. Tutti disoccupati, senza fissa dimora e già conosciuti dalle forze dell’ordine per altri reati. L’accusa per loro è concorso in spaccio di sostanze stupefacenti. Ad essere coinvolti anche altri quattro cittadini marocchini per i quali è stata disposta la misura cautelare dell’obbligo di dimora nei comuni in cui vivono.

Questa operazione dei militari è uno sviluppo di quella condotta a fine 2014, chiamata “Super Store”, che debellò lo spaccio nell’area vicina all’Esselunga ed è stata chiamata per questo “Super Store 2”.

Nel corso dell’indagine nata a settembre scorso i carabinieri hanno documentato un traffico di 1.500 dosi di cocaina che venivano vendute tra i 20 ed i 40 euro. Un traffico totale di circa 40.000 euro. I militari hanno identificato anche numerosi clienti che si rifornivano, anche più volte al giorno.

Gli spacciatori utilizzavano la boscaglia come riparo: avevano tirato su una rete di metallo e tramite un foro avevano creato una specie di “sportello” tramite il quale potevano in tutta sicurezza ricevere i clienti che consegnavano il denaro ricevendo le dosi richieste, a volte venivano serviti direttamente in macchina.

A differenza del passato i malviventi avevano studiato un metodo per proteggersi: spesso indossavano dei passamontagna per non farsi riconoscere e avevano ingaggiato una rete di controllo dell’area con alcune sentinelle che si muovevano a piedi e in bicicletta nelle vie circostanti e che avvertivano in caso fossero arrivate le forze dell’ordine.

Il traffico della banda era prevalentemente di cocaina e solo in misura minore trattavano hashish. I carabinieri hanno accertato che il cosiddetto “fumo” era venduto esclusivamente spacciato da Abdellatif Charit che in zona era conosciuto con il nomignolo di “Sandrino”. L’uomo preferiva gestire la propria rete in autonoma posizionandosi nella zona del Secco. All’interno della lunga lista di clienti c’erano anche numerosi i minorenni che si rifornivano di piccole dosi al prezzo di 5 euro.

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