Il Tirreno

Versilia

L’omicida della pineta condannato a otto anni

di Matteo Tuccini
L’omicida della pineta condannato a otto anni

Accoltellò a morte un clochard per un complimento di troppo alla sua compagna Il giudice ha creduto al fatto che volesse fargliela pagare, ma non ucciderlo

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VIAREGGIO. È stato condannato a otto anni di carcere per omicidio preterintenzionale Mostapha Essami, 37 anni, l’uomo che nell’agosto scorso accoltellò e uccise Mohamed Hamdi, 47, in pineta di Ponente. La pena è stata decisa dal giudice del tribunale di Lucca Giuseppe Pezzuti, nell’udienza di ieri in cui si è tenuto il processo con rito abbreviato. L’accusa era rappresentata dal pm Enrico Corucci.

La contestazione, con conseguente condanna, di omicidio preterintenzionale fa capire che anche il giudice ha creduto al fatto che l’assassino in realtà non volesse uccidere il rivale. Ma solo fargliela pagare per un apprezzamento di troppo alla sua donna.

Il delitto della pineta è stato uno dei fatti di sangue più brutali in un 2016 nero per la città. Con ben tre omicidi compiuti a colpi di coltello.

Hamdi fu trovato morto con i segni di una pugnalata al cuore su una panchina di fronte al laghetto dei cigni in pineta: un luogo simbolo per molti bambini, così come per le famiglie. Erano i giorni intorno a Ferragosto e quel fatto sconvolse tutti, viareggini e turisti. Sgomenti per una scena del delitto che si materializzava accanto ai bimbi che giocano, alle persone che passeggiano e agli sportivi che fanno jogging.

La pineta, però, è un punto di riferimento in città anche per tutti coloro che hanno a che fare con la droga. Per questo motivo i carabinieri, all’inzio dell’indagine, si muovono su più piste. Per poi convergere i loro sforzi sull’ambiente dei clochard, visto che Hamdi, di nazionalità marocchina, era un senza fissa dimora.

La droga stavolta non c’entra, scopriranno poi i militari che indagano. E che rintracciano Essami dopo aver parlato con alcuni senzatetto nordafricani.

L’accusa che viene mossa al trentasettenne è di aver sferrato la coltellata fatale per motivi di gelosia. Tutta colpa di un rozzo e pesante apprezzamento rivolto da Hamdi alla donna dell’amico clochard, poi trasformatosi in assassino.

La gelosia - diranno poi i carabinieri - avrebbe obnubilato la mente, già poco lucida anche a causa delle troppe bevande alcoliche assunte la notte di Ferragosto, dell’extracomunitario clandestino e senza fissa dimora. Che colpisce il rivale senza pietà una sola volta. Dandosi poi alla fuga.

Ieri il verdetto del tribunale di Lucca nel processo celebratosi con rito abbreviato. Tribunale che, come detto, ha creduto al fatto che Essami volesse dare una “lezione” al connazionale. Ma quella coltellata non gli ha dato scampo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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