Il Tirreno

Versilia

Tallio, ortaggi a rischio contaminazione a Valdicastello e Pollino

di Luca Basile
Tallio, ortaggi a rischio contaminazione a Valdicastello e Pollino

Nessun divieto dopo le analisi di Asl e Università di Bologna ma si sconsiglia il consumo quotidiano di cavolo e altre verdure

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PIETRASANTA. L’ordinanza di divieto, quella non c’è, ma il consiglio degli esperti è di consumare alcune verdure con moderazione. Stiamo parlando degli esiti delle ultime analisi sugli ortaggi del Pollino e di Valdicastello: analisi a doppia firma, Asl-Università di Bologna, che hanno messo in evidenza una concentrazione, non proprio salutare, di alcuni metalli - leggi tallio e bario - in particolari verdure, come le brassicacee. Per intendersi cavolo nero - oggetto di campionamento - ma sarebbero degni di attenzione anche lattuga, bietola e ravanelli.

«Allo stato attuale delle conoscenze, nelle aree esaminate, non vi sono risultanze di presenze di elementi potenzialmente tossici in concentrazioni tali da richiedere l'adozione di provvedimenti drastici quali il totale divieto di utilizzo dei suoli per la coltivazione. Tuttavia viene evidenziata - si legge nella relazione conclusiva dell’Usl - per alcuni metalli, la tendenza all’accumulo in alcune specie vegetali, in particolare le brassicacee, tanto da ritenere opportuno adottare un preciso indirizzo che porti ad una limitazione della loro presenza nella dieta, sconsigliandone un uso quotidiano». Che proprio raccomandazione del tutto rassicurante non è, anche se al momento non è possibile saperne di più visto che lo studio relativo ai campionamenti - eseguiti su una quarantina di orti, ndr - sarà presentato, e spiegato durante un’assemblea pubblica organizzata dal Comune, in programma mercoledì 22 marzo, alle ore 15.30, nella Sala dell’Annunziata. Relatori, nell’occasione, saranno i referenti dell’azienda Usl Toscana Nord Ovest - dipartimento di prevenzione e lo staff di studiosi dell'Università di Bologna.

«Si entrerà nel merito dei dati dei campionamenti effettuati nell’autunno 2015 e nell’estate 2016 dall’Azienda sanitaria, oltre che quelli prelevati nel più recente autunno 2016 sempre dalla stessa azienda, ma parallelamente e in stretta collaborazione con l’Università degli Studi di Bologna, Lo studio è stato interamente finanziato con risorse del Comune d Pietrasanta per un importo di poco più di 20 mila euro e rappresenta una risposta concreta alle istanze della cittadinanza, che richiedeva chiarimenti in merito al consumo di ortaggi nelle zone attenzionate dopo la vicenda tallio - si legge in una nota di palazzo - obiettivo dello studio è quello di capire il grado di contaminazione del suolo e se sia possibile coltivare ortaggi nei terreni lungo il corso del torrente Baccatoio a monte della via Sarzanese fino alla frazione di Valdicastello e nella piana di conoide di parte della frazione del Pollino al confine coni Camaiore. L'attività di monitoraggio proseguirà nella prossima stagione primaverile sempre in collaborazione con l'Università di Bologna». Resta da capire, adesso, se la contaminazione degli ortaggi sia dovuta allo stato dei terreni o ancora all'irrigazione, fatta negli anni, degli orti. L’ipotesi degli studiosi è quella appunto di un uso improprio dell'acqua del Baccatoio dove, da tempo, come noto, persiste un divieto.

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