Il Tirreno

Versilia

L’inchiesta per ora non tocca i politici

di Donatella Francesconi
L’inchiesta per ora non tocca i politici

Lunardini: né io né gli ex assessori abbiamo ricevuto atti

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VIAREGGIO. Inchiesta della Procura sui rilievi penali contenuti nella relazione del ministero dell’economia e finanze (Mef, luglio 2014), al momento non sembrano esserci avvisi di garanzia per gli amministratori della Giunta di Luca Lunardini. Il quale al “Tirreno” dichiara: «Non ho ricevuto niente dalla Procura e se qualcuno degli ex assessori fosse destinatario di qualche provvedimento lo saprei». Se così fosse - ci tiene ad aggiungere l’ex sindaco (2008-2012) - «lo direi e certo non lo terrei nascosto».

Per il resto le bocche restano ben cucite dopo la notizia data dal “Tirreno” che almeno un primo avviso di garanzia c’è. Ed è quello ricevuto da Maurizio Nieri, dirigente ai servizi finanziari durante l’amministrazione Lunardini, oggi nello stesso ruolo ma a Forte dei Marmi. Non è escluso che altri provvedimenti analoghi possano interessare, via via, i dirigenti dei singoli settori per i quali l’ispettore del Mef, Luciano Cimbolini, ha sottolineato e messo in luce una cattiva gestione dei residui attivi e passivi.

L’avviso di garanzia ricevuto da Nieri (l’inchiesta fu delegata alla guardia di finanza di Lucca, oggi guidata dal colonnello Gianluca Filippi) è relativo ai residui attivi nel rapporto Comune-Erp, l’Ente che gestisce il patrimonio delle case popolari in tutta la provincia di Lucca, Viareggio compresa. Cifre in bilancio da 1.330.000 a fronte - così la ricostruzione delle fiamme gialle che hanno passato mesi anche tra le carte di Erp - di non più di 250.000 che Erp riteneva possibile riscuotere dai vecchi canoni non pagati. Un meccanismo che - scrive il pm Lucia Rugani - veniva messo in atto per garantire al Comune di Viareggio di poter spendere quello che altrimenti non sarebbe stato possibile.

«Residui attivi gonfiati? Era una prassi anche in altri settori», dichiara al “Tirreno” un ex dirigente del Comune di Viareggio. «L'elenco analitico dei residui attivi conservati al 31 dicembre 2012 mostra - questo si legge nella relazione dell’ispettore del Mef - moltissime situazioni nelle quali crediti, anche d'ingente valore, risultano iscritti in bilancio in favore dell'Ente, ma che le società e gli altri soggetti partecipati puntualmente non provvedono a versare».

La relazione poi finita sul tavolo della Procura di Lucca (oggi guidata da Pietro Suchan) entra nel merito delle singole situazioni definite «patologiche, in relazione a Viareggio Patrimonio, Erp Lucca, Gaia». Non dimenticando di aggiungere che «presentano problematiche, seppur più circoscritte, Viareggio Porto. Sea Ambiente e Sea Risorse, la Fondazione Carnevale e la Fondazione Festival Pucciniano».

Su Ero l’ispettore Cimbolini si concentra con attenzione: «Sono state riscontrate numerose note con le quali il soggetto gestore dell'edilizia residenziale pubblica invitava il Comune di Viareggio a eliminare dai propri conti di importi concernenti gli affitti nei vari anni a seguito dell'applicazione dell'articolo 28 della legge regionale 961/1996. In quanto non dovuti perché facenti a capo a soggetti beneficiari di sgravi connessI al reddito».

Erp segnalava ma il Comune non ci sentiva: «Nonostante la presenza di queste note periodiche che indicano in modo puntuale importi non dovuti dai locatari - scrive ancora l’ispettore del Mef - non risulta che il Comune abbia mai provveduto ad eliminare questi residui attivi dai propri conti. Si tenga presente che la più vecchia comunicazione risale all'anno 2008, dove vengono indicati crediti da eliminare relativi agli esercizi 2004, 2005 e 2006».

L’insieme delle situazioni riscontrate nell’ispezione fa giungere Cimbolini ad una conclusione inquietante: «Appare evidente come la gestione dei residui, soprattutto di quelli attivi, rappresenti una delle molte criticità che riguardano il bilancio del Comune. E sicuramente non è quella di dimensioni minori. La presenza di poste quantomeno di dubbia esigibilità, difatti, oltre a rappresentare un possibile ulteriore disavanzo di amministrazione rispetto a quelli già palesatisi è un fenomeno che costringe l'Ente a cercare liquidità in altre gestioni di bilancio (soprattutto anticipazione di tesoreria) per far fronte ai pagamenti. Poiché quelle entrate ancora iscritte a residuo, soprattutto non garantiscono i flussi di cassa necessari a garantire un corretto equilibrio tra riscossioni di parte corrente e pagamenti di parte corrente».

In tutto questo colpisce il silenzio della politica, quella del passato così come quella del presente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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