La manifestazione
Così la sede della Cgil è diventata l’«ex Gil»
PIETRASANTA. Più volte in questi ultimi giorni sono apparsi sulle cronache locali articoli sulla palazzina di via Marconi da molti anni sede del comando dei vigili urbani e di uffici del Comune di...
PIETRASANTA. Più volte in questi ultimi giorni sono apparsi sulle cronache locali articoli sulla palazzina di via Marconi da molti anni sede del comando dei vigili urbani e di uffici del Comune di Pietrasanta. Per indicare l’immobile lo si è spesso chiamato “ex Gil” in cui l’acronimo dovrebbe stare per Gioventù italiana del littorio (Gil, appunto). Ebbene, quella palazzina non ha mai ospitato una tale organizzazione. Chi conosce le origini dell’edificio e la sua storia saprà che esso venne edificato nel 1938 per ospitare la sede sociale, la direzione e gli uffici amministrativi della Cooperativa di Consumo di Pietrasanta (che lì furono trasferiti dalla vecchia sede di via Vittorio Emanuele oggi via Mazzini o di Mezzo).
Terminata nel 1967 l'attività commerciale della Cooperativa, il Comune acquistò dal commissario liquidatore la palazzina e gli adiacenti magazzini generali che sono tutt'ora di proprietà pubblica. Dagli anni Settanta del secolo scorso nei magazzini trovarono spazio varie attività e servizi del Comune, furono sede di società sportive e del Consorzio degli artigiani (Camp), di una mostra permanente del marmo e così via. Nella palazzina direzionale l'allora sindaco Rolando Cecchi Pandolfini propose di realizzarvi la Casa della Cultura ma non se ne fece nulla perché intanto decollò il progetto del restauro conservativo del Sant’Agostino che, con il trasferimento della biblioteca comunale, diventò la sede più idonea di attività culturali. La palazzina per alcuni anni ospitò convegni, congressi di partito, mostre d'arte e così via, attività per lo più ospitate al piano terra dove si trovava un'ampia e capiente sala. Successivamente vi fu trasferita la Camera del lavoro di Pietrasanta, con il sindacato Cigl e un patronato dopodiché, per alcuni anni, fu sede del liceo classico distaccato. Infine il Comune decise di trasferirvi uffici e vigili urbani.
Lì, dunque, non c’è mai stata la Gioventù italiana del littorio. Da quella palazzina, semmai, sono passati presidenti della Repubblica italiana, ministri, segretari generali del più grande sindacato italiano, politici, esponenti di primo livello della cooperazione italiana del consumo (compresa quella fascista). Ma della Gil proprio non c'è traccia in quell'edificio. Quindi, per favore, non chiamatelo più “ex Gil” e se proprio lo si vuol definire come già appartenuto a qualcosa o a qualcuno aggiungiamo una “C” e chiamiamolo “ex Cgil”.
Giuliano Rebechi
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