Gioco
Legambente: uscire dal Parco è follia o fumo negli occhi
VIAREGGIO. Legambiente Versilia giudica «culturalmente regressiva la trovata, rilanciata come una vera ossessione da Del Ghingaro, di spostare i confini del Parco al di là del nostro Comune...
VIAREGGIO. Legambiente Versilia giudica «culturalmente regressiva la trovata, rilanciata come una vera ossessione da Del Ghingaro, di spostare i confini del Parco al di là del nostro Comune incontrando il plauso delle forze politiche che per tradizione hanno sempre avuto un atteggiamento di rifiuto dell' area protetta». Riccardo Cecchini, presidente dell’associazione per la Versilia scrive: «Viareggio aveva cercato nel Papa straniero l'illusione di tornare bellissima. Ma evidentemente è stato colpito dall' epidemia di populismo che ha pervaso l'Occidente e si deve essere convinto che per risolvere i problemi basta uscire in maniera roboante da qualcosa. Invece un'occhiata spassionata ai problemi della città, il traffico caotico, furti e spaccio, i rifiuti in città, la crisi del turismo e del commercio, con tanto di fondi abbandonati anche in centro, rende evidente che le cause dei problemi non sono site a San Rossore, ma al Palazzo comunale di piazza Grande».
Non è Legambiente - sottolinea Cecchini - «a dire che il Parco è perfetto. Siamo i primi a chiedere di migliorarne la gestione, e di farne una più decisa promozione tra gli operatori turistici del territorio. Detto questo però, ribadiamo che il territorio protetto dal Parco rappresenta di per se’ un irrinunciabile “bene comune”, dove oltre alle particolari specie botaniche e faunistiche, che ne fanno un'eccellenza, i cittadini trovano aria pulita, paesaggi ameni, luoghi dove rigenerarsi all'aria aperta. Basti pensare alle dune fiorite, alle pinete, ai boschi di latifoglie, al paesaggio del lago e alla ricchezza culturale, dalla musica di Puccini alla villa Borbone. È di questi giorni la notizia che gli albergatori di Lido Camaiore vogliono attirare la clientela promuovendo il nostro Parco presso i loro clienti. Il turismo ambientale è infatti l'unico turismo in crescita. Pensare di risolvere i problemi della città uscendo dal Parco è o pura follia o è fumo negli occhi».
Tra i tanti argomenti toccati da Giorgio Del Ghingaro, Legambiente prende in considerazione quello della mobilità: «Non esiste in città una rete di piste ciclabili che permetta di spostarsi in sicurezza dalle periferie al centro. Eppure abbiamo livelli di inquinanti atmosferici al massimo, come da dati Arpat, ed idem per quelli dei rumori. E cosa ha trovato per risolvere questa situazione il sindaco? Perorare la priorità di una pista ciclabile fra le Marine, dove in bicicletta ci si va già senza pericolo e dove non esiste inquinamento atmosferico. Inoltre, non contento, vuole alzare i limiti dei decibel permessi, come se questi non fossero regolati da leggi nazionali, indipendenti dal Parco. L'unica maniera di aumentare i decibel sarebbe di radere al suolo le nostre pinete e farci una città!».
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