La manifestazione
«Io decido volta per volta»
De Stefano (Viareggio Democratica) prende le distanze dall’amministrazione Del Ghingaro
VIAREGGIO. «L'amore per la città che si dichiara di avere non lo si traduce in cose concrete»: sono le parole che Giuseppe De Stefano, consigliere di Viareggio Democratica, rivolge agli assessori alla Giunta Del Ghingaro. Rispetto alla cui maggioranza De Stefano rivendica oggi «la libertà di decidere volta in volta».
Tra i principali sostenitori del sindaco Giorgio Del Ghingaro ai tempi della campagna elettorale che ha portato a Viareggio Democratica tre consiglieri (uno dei quali presidente dell’assise cittadina) ed il presidente di Sea Ambiente, De Stefano fa il quadro delle luci e delle ombre. «In due anni riscontro alcune pecche», dichiara al “Tirreno”. A cominciare da quello che viene definita una «maggioranza eterogenea, con Gloria Puccetti, portatore delle istanze dei comitati anti sistema, mozione di Gaia, Stefania Carraresi che va in missione per il mondo amante del bello da trasferire in questa città ma poi della città non si occupa, Stefano Pasquinucci e Luigi Troiso portatori di istanze locali e territoriali e problemi da risolvere. Ed altri che, invece, assediano il sindaco per risolvere problemi della propria bottega». Sullo sfondo una città che - sono le parole di De Stefano - «non è una ditta e per amministrarla occorre sentire l'umore della gente, ascoltare, far valere gli organi istituzionali».
De Stefano non nega di essere rimasto «scosso dalla vicenda che ha coinvolto Alessandro Pesci e più ancora dalle dimissioni di Rossella Martina, con le motivazioni che ha dato, e da quelle di Alice Lepore». E nel momento in cui rivendica la scelta di non far più parte della maggioranza a prescindere, lo sguardo del consigliere è tutto per il primo cittadino: «Caro sindaco, devi farti carico di quanto occorre fare per questa città. Decoro e rifiuti zero non possono essere la vita di cinque anni di amministrazione». L’elenco degli impegni dei quali De Stefano chiede conto è corposo: «Sul Regolamento urbanistico servono riposte in due /tre mesi, a partire dalla modifica delle superficie minima per le abitazioni che può essere a mio parere anche 40 metri quadri. Perché questo porta lavoro». L’asse di penetrazione, poi, «va almeno proseguito fino a via Indipendenza e non può essere la magistratura a dirimere il rapporto Comune/privato». Inoltre, «non abbiamo messo mano alla questione della vivibilità della città a cominciare dal traffico e dal necessario intervento sulle politiche di trasporto urbano». In questo senso, continua De Stefano, «invito il sindaco ad esprimersi favorevolmente in consiglio sulle mozioni da me presentate in materia di viabilità». Infine, un monito: «I cittadini sulla vicenda della Viareggio Patrimonio attendono di sapere la verità. Non si bocci la richiesta di una commissione consiliare di inchiesta».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
