Il Tirreno

Versilia

«Ecco perché dovete aver fiducia nelle banche»

di Luciano Menconi
«Ecco perché dovete aver fiducia nelle banche»

Il presidente della Bvlg: se fanno il proprio mestiere come lo fa la nostra sono un moltiplicatore di ricchezza indispensabile per uscire dalla crisi

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PIETRASANTA. Il turismo che spinge per uscire dalla crisi, l’edilizia che dà sia pur timidi segnali di ripresa, i risparmi che crescono, il credito che aumenta più dell’anno scorso. Non è certo una situazione idilliaca quella dell’economia versiliese ma il quadro che emerge dalle attività e dal punto di osservazione della Banca Versilia Lunigiana Garfagnana offre più di un motivo per mettere da parte diffidenze e paure. Anche nei confronti del sistema bancario, che malgrado le drammatiche vicende di Mps e degli istituti finiti gambe all’aria merita più fiducia di quella che si respira di questi tempi.

È un messaggio quanto meno incoraggiante quello che trasmettono i numeri e le considerazioni del presidente della Bcc Enzo Stamati: le preoccupazioni per le nuove regole come il bail-in, le incognite legate al futuro dell’euro, l’affanno perenne dell’economia italiana possono e devono essere ridimensionati se si guarda a quella parte del sistema creditizio che anche in questi anni di intemperie ha continuato a tenere la barra dritta.

Presidente Stamati, perché nel 2017 bisogna fidarsi delle banche?

«Il sistema bancario, nel suo insieme, sta continuando a svolgere la propria funzione. La fiducia deve essere mantenuta innanzitutto perché le banche, se come la nostra fanno il proprio mestiere di banca, rappresentano un moltiplicatore di ricchezza, raccogliendo il denaro dei risparmiatori e prestandolo alle famiglie e alle imprese. Solo in questo modo, portando avanti il proprio ruolo di facilitatore per l’economia, potremo uscire dalla crisi che ci attanaglia ormai da troppi anni. Bisogna tornare a “fare banca” e in questo le banche di credito cooperativo come la nostra sono in prima linea, portatrici di interessi dei territori, delle famiglie e dei piccoli imprenditori. Per quanto riguarda le regole bisogna allontanare le paure derivanti dalla poca conoscenza dei nuovi strumenti in essere come il bail-in. Ricordiamo che la tutela dei risparmiatori è una delle regole principali che il nostro sistema persegue. I risparmiatori dovranno sicuramente aumentare la propria educazione finanziaria. Dovranno essere loro stessi i primi a dare fiducia alla propria banca osservando gli indicatori di solidità e trasparenza».

I clienti della Bvlg possono stare tranquilli?

«I nostri numeri parlano chiaro. Un buon utile anche per il 2016. Un indice di solidità stabile oltre il 18%. I clienti e soci della Banca Versilia Lunigiana e Garfagnana possono contare su una banca che continua a creare valore per le persone e le aziende dei propri territori di competenza. Ricordo che non abbiamo titoli tossici in pancia perché la politica di investimento della banca è stata sempre improntata sull’etica e sulla sicurezza. Inoltre non abbiamo mai emesso obbligazioni subordinate semplicemente perché la nostra banca non ne ha mai avuto bisogno».

Quanti soldi avete raccolto e impiegato nel 2016?

«I nostri dati parlano di raccolta e impieghi che crescono in maniera coerente. Raccolta diretta in crescita a 993 milioni di euro, +2,18% rispetto a fine 2015. Gli impieghi si attestano a 666 milioni circa con una crescita superiore, +2,33% in più rispetto al dato dello scorso anno. Questi dati parlano di una banca in salute, con numeri importanti che indicano una crescita costruita sulla pianificazione e programmazione delle iniziative per venire incontro alle esigenze di famiglie e imprese».

Il sistema delle Bcc si sta riassestando: quali conseguenze comporterà per la Bvlg e i suoi clienti?

«Dobbiamo capire l’evoluzione della fase di creazione della capogruppo. Noi abbiamo deliberato la preadesione alla capogruppo Iccrea per il rapporto stretto e sinergico che ci lega da anni e perché crediamo fermamente nel valore di quanto svolto negli anni. Sicuramente un gruppo unico è la soluzione auspicabile ma adesso bisogna solo aspettare l’evolversi della situazione. Quello che possiamo dire con sicurezza a soci e clienti è che l’avvento di una capogruppo non può che fare bene al mondo del credito cooperativo. Questo per noi vuol dire mantenimento della propria autonomia, in quanto banca virtuosa, nel rispetto delle regole comuni».

Dal vostro punto di vista qual è la situazione economica della Versilia e più in generale della zona in cui operate?

«Ci sono i segnali di una timida ripresa. Lavoriamo su territori differenti e la situazione economica delle diverse aree è certamente disomogenea. Quello che possiamo dire è che la spinta del turismo, soprattutto in Versilia, permette alle attività economiche legate allo stesso di ripartire con il piede giusto dopo qualche anno difficile. Le opportunità per le attività turistico ricettive diventano ovviamente opportunità anche per le famiglie che cercano e trovano nuova occupazione, anche se dobbiamo dire di una tipologia meno stabile rispetto a qualche tempo fa. Anche la Lunigiana ci consegna buoni segnali di ripresa e ottime opportunità di investimento, motivo per cui la prossima filiale in apertura sarà quella di La Spezia. Allo stesso modo per la Garfagnana la nostra banca cerca di portare avanti il suo ruolo come soggetto determinante con cui creare valore per le attività economiche e per le famiglie».

Quali sono i settori economici che vanno meglio, quali quelli che soffrono di più?

«Possiamo sicuramente indicare nel comparto turistico ricettivo la spinta per uscire dalla crisi. Direi che non ci sono categorie e settori che soffrono di più il momento economico, anche perché la situazione dei nostri territori è eterogenea. La nostra banca ha avuto la fondamentale attenzione alla diversificazione del rischio anche per categoria e settore merceologico. Questo ha permesso di tenere d’occhio l’evoluzione del sistema produttivo e sentire le difficoltà negli ultimi anni dei singoli settori. Se vogliamo indicare un settore che ha sentito di più la crisi possiamo parlare dell’edilizia, in ogni caso anche questo settore sta lentamente ripartendo puntando in modo oculato sulla qualità e non più sulla quantità come a volte fatto in anni pre-crisi».

In che misura avete pagato o state pagando a livello di sofferenze la crisi economica di questi anni?

«Le sofferenze sono fisiologicamente aumentate. I nostri territori sono lo specchio, forse leggermente migliore, di quanto succede in Toscana e in tutta Italia. L’importante è la copertura delle sofferenze che per la nostra banca si pone con ottimi risultati tra il 60% e il 70%. Avere le garanzie adeguate per recuperare quanto è stato impiegato ci permette di poter stare sereni e di svolgere con tranquillità anche questa fase dell’attività bancaria».

L’uscita dall’euro cosa potrebbe significare per i risparmiatori?

«Sinceramente è un’ipotesi remota alla quale non credo anche se noto con preoccupazione un aumento degli euroscettici. Non dimentichiamo che il nostro paese ha un enorme debito pubblico; un’uscita dall’euro determinerebbe un aumento del costo del debito in un paese dove la pressione fiscale è già su livelli altissimi provocando un concreto rischio di default sul debito senza dimenticare che assisteremmo a una pesante svalutazione della nuova lira e a un aumento dell’inflazione a doppia cifra».

Quanti soldi avete redistribuito sul territorio nel 2016? Realtà come la Fondazione Versiliana potranno continuare a contare sul vostro sostegno?

«Nel 2016 la banca ha redistribuito sul territorio quasi un milione e 400mila euro in sponsorizzazioni e beneficenza. Un risultato importante per i nostri territori che possono contare sempre sul nostro intervento. Per quanto riguarda la Fondazione Versiliana, la banca continuerà la sua azione di sostegno consapevole dell’importanza della fondazione e del valore che crea per il territorio e la comunità».

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