Sicurezza
Guerra tra pescatori «Non vendete quel pesce»
MASSAROSA. È una vera e propria battaglia quella che si sta consumando tra i pescatori sportivi e quelli professionali: il campo di battaglia è il lago del Massaciuccoli. Mentre ai primi è permesso...
MASSAROSA. È una vera e propria battaglia quella che si sta consumando tra i pescatori sportivi e quelli professionali: il campo di battaglia è il lago del Massaciuccoli. Mentre ai primi è permesso di pescare, i secondi non possono perché il pesce che verrebbe prelevato è potenzialmente tossico.
«Ci sono pescatori che da anni pescano senza alcun permesso nel lago - dice Eugenio Amore del gruppo amatoriale di pesca Carpfishing Toscana - la cosa più pericolosa è che queste persone immettono nel mercato dei pesci che sono potenzialmente tossici per colpa della microcistina».
Sull’altro lato del fronte i pescatori di professione si sono ribellati a questo diktat e hanno continuato a prelevare, commercializzare e mangiare quel pesce sostenendo che il livello di tossicità non è più quello di una volta.
«Abbiamo fatto noi stessi dei campionamenti sulla carne del pesce - ha dichiarato il portavoce Andrea Manfredi al Tirreno - noi lavoratori chiediamo solo di poter fare il nostro lavoro e non troviamo giusto che alcuni possano andare tranquillamente sul lago e a noi sia vietato».
In realtà a Manfredi non è vietato andare sul lago ma la sua attività sarebbe dovuta finire perché pendono sul lago delle ordinanze di divieto pesca e di consumo di materiale ittico preso dal lago. Sembra quasi che i pescatori professionisti ce l’abbiano con quelli sportivi, che però non portano via neanche un pesce,
«La pesca professionistica nel Massaciuccoli è chiusa da almeno un decennio - dice Amore - è inutile che queste persone continuino ad avanzare pretese: dovranno farsene una ragione perché ne va della salute di tutti. La microcistina, benché non sia sempre presente nel lago perché fiorisce solamente quando fa molto caldo, si infila dentro alle squame dei pesci quindi, di fatto, il pesce rimane a contatto con l’elemento tutto l’anno. Nessuno ce l’ha con quei lavoratori perché è chiaro che è molto triste se una persona non riesce a trovare un nuovo lavoro ma, come dire, sono passati degli anni. Inoltre riguardo alle analisi che hanno fatto, queste persone che compiono alla luce del giorno un illecito non possono pensare di sostituirsi alle autorità e decidere autonomamente quando il pesce è sano: perché ci sono degli enti predisposti. Sicuramente rispetto a dieci anni fa la situazione del lago è molto migliorata: il fatto che ci abbiano permesso di entrare nel lago con le barche e pescare per diletto è segno che la situazione è meno critica ma questo non significa che il problema della microcistina sia completamente risolto».
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