Il Tirreno

Versilia

Sempre meno bambini vaccinati: torna il rischio rosolia e parotite

Matteo Tuccini
La vaccinazione di una bambina
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La vaccinazione di una bambina

Quattordici su cento in Versilia non si sottopongono al trivalente, accusato su Internet di provocare l’autismo. Sos dell’Asl: questi virus possono essere molto pericolosi

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VIAREGGIO. Non solo morbillo. Anche la rosolia e la parotite (meglio conosciuta come “orecchioni”) possono riemergere con forza. Con conseguenze gravi soprattutto per gli adulti. La colpa è del calo delle vaccinazioni dei bambini versiliesi, evidente per quanto riguarda il cosiddetto “trivalente”, conosciuto anche come Mpr. Che protegge, appunto, da morbillo, rosolia e parotite. Per molti utenti del web è quello il pericolo numero uno: basta un clic per rendersene conto. Lo si accusa, in particolare, di provocare l’autismo. Bufale che alimentano lo scetticismo e che provocano un calo delle vaccinazioni più pesante in Versilia che non in altre zone della Toscana. Aumentando il rischio di resuscitare malattie che sembravano sconfitte per sempre. E che possono essere molto pericolose.

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L’Sos arriva dall’Asl, dopo l’aumento dei casi di morbillo registrato nelle ultime settimane. Una decina le persone colpite dal virus: si tratta di un dato sopra la media. L’azienda sanitaria ha invitato chi dovesse ammalarsi a non rivolgersi al pronto soccorso dell’ospedale Versilia, per evitare il propagarsi del virus su altri pazienti e operatori sanitari. Il morbillo può essere curato in casa come un banale contrattempo. Ma può presentare delle complicazioni.

«Il morbillo - spiega il dottor Franco Barghini del Dipartimento di prevenzione dell’Asl - può provocare broncopolmoniti, encefaliti, insufficienze respiratorie gravi. È un brutto cliente, in certi casi. Per non parlare della rosolia. Per una donna che la contrae in gravidanza è un dramma. È evidente che, se ci si vaccina di meno, i rischi di rinfocolare queste patologie sono sempre più elevati».

I dati versiliesi sono, da questo punto di vista, tra i peggiori in Toscana. Nel 2015 l’86,34% dei bambini sotto i 24 mesi si è sottoposto alla vaccinazione dell’Mpr: significa che 14 bambini su 100 non si vaccinano contro morbillo, rosolia e parotite. In Toscana, ma anche nel resto dell’Asl, la media è dell’88%. Considerato che la percentuale ottimale, quella della cosiddetta “immunità di gregge” - una specie di scudo protettivo che protegge sia chi è vaccinato sia chi non lo è - è del 95%, la flessione preoccupa in Toscana ma soprattutto nel territorio dei sette Comuni. Anche sul meningococco C, che è un’altra conquista importante e che tutela i bambini piccoli da un nemico a volte mortale, la Versilia è sotto la media regionale del 90%. Decisamente meglio la situazione per quanto riguarda l’“esavalente”, che protegge da malattie come pertosse, tetano e poliomelite. Lì la percentuale di vaccinati supera il 94%.

«La vaccinazione contro morbillo, rosolia ed epatite - dice Barghini - non è obbligatoria, ma raccomandata. Questo significa che c’è un impegno da parte delle nostre istituzioni nel debellare queste malattie, organizzando i calendari vaccinali. Un impegno che viene portato avanti anche all’estero, grazie alle campagne dell’Organizzazione mondiale della sanità». È paradossale che, mentre si cerca di sconfiggere questi virus nel mondo, in Italia si assiste a una possibile ricomparsa. «I vaccini sono vittime della loro efficacia - conclude Barghini - Non ci ricordiamo più dei rischi della difterite, sconfitta tra gli anni ’30 e ’50, o del tetano degli anni ’60. Ma se abbassiamo la guardia possiamo ritrovarceli di fronte».

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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