Il dolore
Piagentini scrive a Padoan per bloccare la nomina di Moretti
Sos a pochi giorni dalle scelte sui vertici delle aziende di Stato «Spero non dimentichi di essere padre quando deciderà»
VIAREGGIO. Tempi di nomine ai vertici delle principali aziende di Stato, con molte riconferme - secondo i rumors in arrivo dalla Capitale - e quale uscita. Tra queste vi sarebbe anche quella di Mauro Moretti, ex ad di Fs e di Rfi, in quest’ultima veste condannato a sette anni, dal Tribunale di Lucca, per il disastro ferroviario del 29 giugno 2009 a Viareggio, 32 morti. Una riconferma, secondo indiscrezioni, non troverebbe il gradimento del Quirinale. In vista della data fatidica, fissata al 20 marzo, Marco Piagentini, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime, “Il mondo che vorrei”, scrive al ministro Pier Carlo Padoan: «Egregio ministro, quando sceglierà quei nomi spero che non si dimentichi anche Lei di essere un padre». Parole semplici che hanno l’effetto di un pugno nello stomaco.
«Ciò che ci è successo è innaturale», continua la lettera che Piagentini firma a nome di tutti i familiari delle vittime della strage che si è consumata sui binari a ridosso di via Ponchielli: «È innaturale che a questo mondo i figli se ne vadano via prima dei genitori, ma ancora più aberrante e innaturale è che siano bruciati vivi nella sicurezza delle loro case. Chi invece poteva evitare tutto ciò, perché ne aveva la responsabilità e le capacità, non lo ha fatto. Ed oggi continua ad operare sempre con incarichi di responsabilità». Ed allora, «poiché non esiste legge sulla qualità umana alla quale appellarmi, l'unica strada che posso percorrere è quella di provare a farle comprendere che a volte ci sono passi che umanamente e moralmente possono essere fatti, al di là delle regole, delle norme e delle leggi, solo per un senso di giustizia morale che va ben oltre tutto ciò. Egregio ministro, in fondo è solo questione di coscienza».
Moretti, in audizione alla Camera di fronte alla commissione attività produttive ha dichiarato di «aspettare con molta tranquillità» le nomine del Governo. Poi, toccando per pochi minuti la vicenda del disastro ferroviario che lo ha visto condannato il 31 dicembre scorso, ha dichiarato: «Per quanto riguarda la mia questione di Viareggio vi dico che per un’azienda quotata c’è bisogno che l’amministratore delegato sia talmente freddo da non dare indicazioni sbagliati per evitare che vi siano crolli. Si può recitare molto bene. Naturalmente bisogna credere nelle cose che si fanno». Insomma, è tutto una questione di Borsa.
Infine, Moretti è tornato sulla linea difensiva ascoltata nell’aula del Polo fieristico di Lucca nei tre infiniti anni di dibattimento: «Abbiamo un sistema ferroviario che è tra i migliori al mondo e non si capisce perché viene dichiarato illegale nell’Europa unica, interoperabile. Non c’è ancora stata un’Agenzia europea che ha detto qualcosa in merito». Solo un Tribunale della Repubblica italiana...
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