Sicurezza
Morto in un fosso, era lì da mesi
Il corpo, in stato di decomposizione, è di un giovane adulto: impossibile per ora identificarlo
MASSAROSA. A faccia in giù nell’acqua, il corpo gonfio per il lungo tempo passato dentro al canale che corre vicino a via del Brentino, proprio dietro agli edifici dell’ex centro ippico Stella a Piano di Conca. È stato ritrovato così, nella mattinata di ieri, nel fosso sotto a un grande traliccio dell’alta tensione, il corpo di un uomo di età compresa tra i 25 e i 45 anni in avanzato stato di decomposizione. Il cadavere galleggiava nel canale mezzo sommerso nel canale. Da un primo esame fatto sul posto dal medico legale sembrerebbe che la vittima fosse caucasico o mulatto, è escluso che fosse di colore. Ma per stabilire la nazionalità bisognerà attendere l’autopsia.
A trovare la salma è stato un operaio della ditta Terna che stava eseguendo alcuni lavori di manutenzione al traliccio della luce: il tecnico ha notato qualcosa galleggiare nel fosso e ha chiamato immediatamente la polizia. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Viareggio e la polizia, sia dal commissariato viareggino che dalla squadra mobile di Lucca. Solo dopo il recupero del cadavere con il gommone, il medico legale, il dottor Stefano Pierotti, ha potuto analizzare il corpo e confermare che si trattava di quello che viene definito “giovane adulto”, con un’età possibile tra i 25 e i 45 anni. In questo caso però la prudenza è d’obbligo: la salma infatti era in acqua sicuramente da diverse settimane, si teme anche da mesi. Potrebbe addirittura essere rimasto lì dalla fine dell’estate, dato che è stato ritrovato in maniche corte.
Per stabilire l’identità del cadavere gli inquirenti potranno partire dal brandello di pelle della mano dal quale si potranno ricavare le impronte dell’uomo che saranno confrontate con quelle già identificate dalle forze dell’ordine. Non sono stati ritrovati documenti.
Dai primi rilievi comunque non sarebbero stati rinvenuti segni apparenti di violenza e la causa della morte potrebbe essere naturale. Resta da capire come sia possibile che quell’uomo sia morto in una strada a sterro così distante dal centro abitato. Sul posto gli inquirenti hanno riferito che potrebbe essere deceduto nel punto esatto dove è stato ritrovato perché il canale non avrebbe correnti abbastanza forti da trasportarlo per una lunga distanza. Rimane anche un mistero di come nessuno abbia notato prima il corpo: la zona infatti è frequentata da ciclisti e amanti della pesca. La morte per annegamento però potrebbe giustificare l’accaduto: il corpo affogato può essere venuto a galla solo in seguito ai processi di putrefazione. Soltanto l’autopsia, che sarà eseguita nei prossimi giorni, potrà stabilire con certezza la causa del decesso. Le indagini al momento non escluderebbero nessuna pista.
Il magistrato, dottor Giuseppe Amodeo, sostituto procuratore alla Procura di Lucca, partirà comunque dalla prima ipotesi fatta dal medico legale che escluderebbe la morte violenta.
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