Sicurezza
Da gara di dilettanti a rassegna di big
Il concorso canoro collegato al Palio compie oggi 60 anni Così si è trasformato diventando il palco di grandi artisti
QUERCETA. Sessant’anni fa, il 9 marzo 1957, Querceta viveva una rivoluzione: nasceva il Festival del Miccio canterino. Il successo della prima edizione del Palio dei Micci (nel ’56) fu tale, infatti, che esigeva già un primo elemento di novità. Ecco quindi che fece la sua comparsa il Festival. Promosso dal comitato Pro Querceta, l’evento voleva essere una serata musicale per dilettanti tra le neonate contrade (che allora erano sette): gli interpreti dovevano essere cantanti locali e i brani avere come tema di fondo il miccio e come motivo musicale una marcetta (in modo da poter accompagnare, il giorno della corsa, l’ingresso dei figuranti).
L’idea conquistò gli abitanti di Querceta, e subito scatenò le rivalità. «La contrada del Centro (oggi La Quercia, ndr) iniziò a diffondere con un altoparlante la propria canzone appena incisa - racconta Roberto Roni, memoria storica del Miccio canterino e autore del libro “Le origini del Palio dei Micci” - era una registrazione casereccia, in cui di sottofondo si potevano riconoscere le voci degli stessi contradaioli che facevano il coro, ma venne diffusa senza sosta per sei settimane. E le altre contrade non furono da meno: sull’onda di questo “sgarro” pian piano tutte, con le auto attrezzate con diffusori, resero pubbliche le loro canzoni». Sull’onda di questo entusiasmo, quella prima assoluta riscosse un successo clamoroso: il Miccio Canterino prese vita al cinema Marconi di Querceta e il pubblico riempì la sala ben oltre i 900 posti ufficiali che la componevano.
A vincere quell’anno fu la contrada di Ripa (oggi La Lucertola) grazie alla cantante Fortunata Baldoni che fu portata in trionfo nella notte con tanto di banda al seguito. Da quel battesimo, il Festival - pur mantenendosi radicato nella tradizione - è cambiato molto diventando una delle competizioni canore più accreditate, sia per il calore del pubblico che per gli interpreti. Questi passarono presto da essere unicamente artisti locali a cantanti sempre più famosi. Se nel primo ventennio a dominare la scena furono le ugole femminili di Ada Mori, Manila, Gilda Giuliani e Fiammetta (quest’ultima nota al grande pubblico per aver partecipato al programma Settevoci con Pippo Baudo), è dagli anni ’80 che si affrontano i cambiamenti più grandi.
In primo luogo, nel 1983, mutò la location: le norme di sicurezza, più ferree, bocciarono infatti il cinema Marconi e - dopo un anno di transizione in cui il Festival si svolse al cinema comunale di Pietrasanta (per le prime due serate) e nella serata finale sul palco della Bussoladomani di Focette - si approdò nell’84 al palasport di Vittoria Apuana, dove ancora oggi viene allestito.
Iniziarono inoltre a presentarsi in gara interpreti rinomati nel panorama nazionale, anche se non sempre risultarono vincitori: i Milk & Coffee ad esempio, gruppo molto conosciuto per aver concorso al Festivalbar dell’81 e a Sanremo ’82, parteciparono ben quattro volte vestendo i colori del Ponte ma ottennero solo un secondo posto, mentre Wilma Goich (prima moglie di Edoardo Vianello e cantante di successo) cantò per il Pozzo nelle edizioni 1982-83 ottenendo in entrambi casi il terzo piazzamento. Negli anni ’90 e poi, soprattutto, con l'avvento degli anni Duemila la scelta delle contrade iniziò a tendere verso artisti ancora più popolari, protagonisti soprattutto dell’universo televisivo: è il caso di Fiordaliso (sesta con il Leon d'Oro nel '94 e poi quinta con il Ponte l'anno successivo) che era parte del cast fisso di “Domenica In”, ma anche dei Jalisse (primi con il Pozzo nel 2000, 2001 e nel 2006), Irene Grandi (nel 2007 terza con la Cervia), Dolcenera (vincitrice nel 2008 con la Cervia), Marco Masini (quinto nel 2011 con il Ponte), Giò Di Tonno (vincitore nel 2010 con la Quercia), Tosca (vincitrice con la Cervia nel 2011) e Povia (primo nel 2014 con il Leon d’Oro). Per poi culminare nell’epoca dei talent show da cui sono usciti artisti come il livornese Matteo Becucci (più volte sul palco del Festival con i colori della Madonnina) o il fenomeno Karima (vincitrice di tre Lire nel 2004, 2005 e 2007), e Antonio Maggio (primo nel 2015 con il Ponte). E anche quest’anno (si terrà il dal 6 all’8 aprile) sono attesi grandi nomi.
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