Il Tirreno

Versilia

Scatta il piano per ridurre le code al Pronto soccorso

di Melania Carnevali
Scatta il piano per ridurre le code al Pronto soccorso

Il direttore Pepe lo ha illustrato a Del Ghingaro che in qualità di presidente della conferenza dei sindaci ha effettuato una visita all’interno del reparto

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CAMAIORE. Attesi e annunciati da tempo, arrivano i rinforzi al pronto soccorso dell’ospedale Versilia. Entro aprile verranno assunti a tempo indeterminato quattro medici, di cui due verranno introdotti con l’ultimo concorso e gli altri “presi” dal personale del 118. Non solo. A breve cambierà anche l’organizzazione del reparto: al triage verrà aggiunto il post triage, una sorta di stanza di regia dove un infermiere e un medico faranno visite, dopo il triage, per poi indirizzare i pazienti nel reparto adatto e anticipare così i percorsi. Il tutto per cercare di accorciare i tempi di attesa che, ad oggi, nell’ospedale versiliese, come nel resto della regione, non rispettano i parametri normativi del massimo di quattro ore per i codici blu.

È il piano che il direttore del reparto, Giuseppe Pepe, ha annunciato ieri mattina al sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro, durante il suo primo sopralluogo nella struttura da presidente della Conferenza dei sindaci. Con loro c’era anche la coordinatrice infermieristica, Daniela Badalacchi. Il primo cittadino ha raccolto dati, grafici, racconti, ha visitato le stanze del pronto soccorso e poi tratto le sue prime conclusioni. «Sono soddisfatto dell’organizzazione», ha detto all’uscita della visita. «Ho voluto avviare un percorso dentro i servizi sanitari e i reparti ospedalieri - commenta -, sia per confrontarmi con le criticità che per sottolineare e valorizzare le eccellenze del nostro sistema sanitario versiliese. Ho trovato un reparto ben organizzato, un primario appassionato e competente, che saprà superare le difficoltà, sia nell’ottica dell’innovazione, che dell’accoglienza del paziente, che della disponibilità al confronto e soprattutto della professionalità».

Le difficoltà, inutile negarlo, ci sono tutte. Dopo quello di Livorno, il pronto soccorso della Versilia registra, infatti, il flusso di pazienti più alto della macro azienda sanitaria, con picchi nel periodo estivo (luglio e agosto). Eppure il personale è ridotto all’osso. Ci sono, in tutto, cinquanta infermieri, di cui tre part time e quattro che usufruiscono della legge 104 e che quando mancano, non possono essere sostituiti. Questi cinquanta infermieri sono divisi su tre turni: nove al mattino, dieci nel pomeriggio, otto la notte. I medici, invece, sono sedici: quattro la mattina, quattro il pomeriggio e due la notte. Per quanto riguarda gli infermieri, l’azienda ha annunciato che, per l’estate, arriveranno altre sei personale. Mentre per i medici, già da tempo, si parla di portare il numero da sedici a vento. E adesso arriveranno. «Entro aprile dovremmo chiudere l’operazione», dice il direttore del reparto.

E con questo il pronto soccorso è apposto? No, non lo sarai mai, probabilmente, se con «apposto», dice Pepe, si intende non aspettare. «Non esiste un pronto soccorso nel mondo dove non si aspetti - fa sapere - Anche quando si prenota una visita da un medico privato, non la si ottiene prima di qualche giorno. Quindi i pazienti devono capire che non è possibile annullare l’attesa del tutto o di organizzare tutto un ospedale sulla base dei picchi di un periodo».

Insieme alle assunzioni, verrà introdotta un’altra novità, che dovrebbe alleggerire le attese. La nuova sala per il post triage. Il progetto già c’è, basta iniziare i lavori. Dovrebbe sorgere dietro l’attuale sala di attesa. «Adesso - spiega Pepe - l’infermiere dà un codice di priorità con il triage. Il post triage fa sì che, un dottore, invece di aspettare a visitare, valuti prima e anticipi e i percorsi».

Un altro cambiamento minore introdotto dal direttore del pronto soccorso riguarda l’aspetto “comunicativo”. Adesso i familiari non potranno più entrare ogni due ore dentro le sale del pronto soccorso, ma dovranno attendere fuori le comunicazioni del personale. «Abbiamo voluto - dice Pepe - evitare le ondate di persone e migliorare il lavoro del personale».

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