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Il sindaco di Camaiore

«Riforma sanitaria non all’altezza»

«Riforma sanitaria non all’altezza»

CAMAIORE. «C’è un problema di salute ma non sai causa nè prospettiva; con ansia vai dal medico che prescrive esami diagnostici; senza serenità vai al Cup, prenoti e...aspetti»: considerazioni di...

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CAMAIORE. «C’è un problema di salute ma non sai causa nè prospettiva; con ansia vai dal medico che prescrive esami diagnostici; senza serenità vai al Cup, prenoti e...aspetti»: considerazioni di sindaco, ma anche - in questi giorni - di chi vede troppe persone conosciute o care scomparse per malattia. Alessandro Del Dotto continua: «L’attesa di qualche settimana potrebbe anche essere comprensibile, ma quando sono mesi...». Non politica, ci tiene a sottolineare Del Dotto, «ma vita quotidiana, quella di tutti». E, dunque, «il fatto che non vi sia urgenza non deve restare solo un dato tecnico: non va trascurato il diritto di conoscere, di sapere, di poter tornare ad essere sereni, ancorché sotto cura o terapia. Sapere cosa ti affligge quando non stai bene è un diritto che la sanità deve garantire, nei limiti di ciò che scienza e medicina conoscono. Ma non è un limite giustificabile l’organizzazione burocratica, così come non lo è l’economia». È, invece, «il presupposto indefettibile sia della serenità (che torna se gli accertamenti non rilevano criticità), sia delle necessità successive (cure e/o interventi). La diagnostica è tutto. I medici ci sono, ma non possono fare turni di 24 ore: sono persone e dalla loro lucidità (e dal riposo) dipende il nostro diritto. Le macchine ci sono: o si fanno lavorare di più, o se ne compra. Non c’è tanto da studiare: serve più personale. Servono più posti letto per le degenze post operatorie o post terapiche. Perché può andare bene operarsi a Livorno, Pisa o Massa, ma poi il malato e la sua famiglia hanno diritto di stare più vicini possibile. Scaricare sui bilanci delle famiglie - sotto forma di costi di spostamento o prezzo sociale di lontananza - i bisogni tecnico-burocratici della sanità non era, ne è, il risultato che ci si aspettava dalla recente riforma sanitaria».

Riforma alla quale Del Dotto dedica una richiesta: «Non era un meta della riforma quella di caricare oltremodo il personale senza dare concreta dimostrazione di adeguamento dell’offerta di servizio alla domanda delle comunità. Dopo tre anni è giunto il tempo di mettere mano alle storture di un sistema sanitario che non è ancora all’altezza di ciò di cui le persone hanno bisogno. Solo una parte delle domande ha trovato soddisfazione: altre continuano ad attendere. Le persone ed i diritti vengono sempre prima di tutto». (d.f.)

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