Il Tirreno

Versilia

Pasquinucci alla maggioranza: «Troppe risposte mai date»

di Donatella Francesconi
Pasquinucci alla maggioranza: «Troppe risposte mai date»

Il consigliere del Gruppo misto spiega in consiglio perché passa all’opposizione E conclude avvertendo: nessuno si azzardi a chiedere le mie dimissioni

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VIAREGGIO. «Lascerei la maggioranza a causa della mancata conquista di una poltrona? Chi lo pensa o lo dice si informi sulla mia storia». Sono queste le parole con le quali Stefano Pasquinucci, ex presidente della Fondazione Carnevale (Giunta Betti), un passato da assessore alla cultura in anni lontani, animatore della vita culturale cittadina, ha motivato la sua uscita dalla maggioranza. Eletto nelle fila della Liste Del Ghingaro, Pasquinucci era già passato al Gruppo misto, insieme al collega Luigi Troiso che, per il momento, ha scelto di restare in maggioranza. «Nel 2015, dopo le elezioni, Giorgio Del Ghingaro mi offrì di tornare in Fondazione. E mi risulta che lì non sono andato. Nel 2016, dopo la sentenza del Consiglio di Stato, lo stesso sindaco mi ha convocato nel suo ufficio a Lucca, dopo l’addio alla maggioranza del vice sindaco Rossella Martina. Ed io a quell’incontro non sono andato».

Poi il consigliere passa ad elencare, uno dopo l’altro, i motivi della scelta: «La dichiarazione di Fabrizio Miracolo sulla “mafia che non c’è” e l’inaccettabile denigrazione fatta nei confronti di un senatore membro della commissione antimafia (si tratta di Mario Giarrusso, ndr), senza che nessuno dell’amministrazione abbia corretto il tiro. Ed ancora: «Il caso della condanna dell’ex assessore Alessandro Pesci, rimasto nel limbo. E l’assenza di una qualsiasi discussione sulla decisione di Rossella Martina di abbandonare la Giunta e sulle sue accuse». Pasquinucci tocca poi «la delicata vicenda delle reciproche querele tra Alice Lepore e Fabrizio Miracolo (quando entrambi erano in Sea, ndr), vissuta non come un fatto grave da ricomporre ma come un fatto normale. Ed intanto a giugno Miracolo dovrà presentarsi dal giudice». Continuando «con le accuse e la denuncia del consigliere Giuseppe De Stefano che meritavano qualche minuto di ascolto, ed invece niente». A questo si sommano i quesiti rimasti senza risposta «sui documenti che condizionerebbero la candidabilità del presidente di Sea» e la nomina dell’assessore Gabriele Tomei «in quota alla lista “Viareggio tornerà bellissima”». Episodio che viene definito al pari «di un prestigiatore che fa il suo numero e mostra tutti i trucchi. Senza contare che Tomei è personaggio di punta di Buonvento, elemento politicizzato che non aiuta a ritrovare il clima giusto». Elencati senza niente tacere i motivi della scelta, Pasquinucci conclude duro: «Nessuno si azzardi a chiedere le mie dimissioni».

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