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Non sono ancora state dichiarate morte

Non sono ancora state dichiarate morte

La beffa della burocrazia: il tribunale per adesso può solo certificarne l’assenza non il decesso

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VIAREGGIO. Per la giustizia - sotto forma di tribunale - Velia Claudia Carmazzi e Maddalena Semeraro sono morte. Per la burocrazia, invece, no. Un paradosso che appare di difficile comprensione. Quasi una beffa per chi, come i familiari delle due donne sparite a Torre del Lago nell’estate di dieci anni fa, ha dovuto sopportare un trauma. Ma che è frutto della normativa che regola i casi in cui non si è mai trovata la salma della persona scomparsa.

Dolore che si aggiunge al dolore, per David e Sabrina Paolini, figli di Velia e nipoti di Maddalena. Già provati dalla vicenda e dal fatto che dei corpi delle due donne non c’è traccia. E che per loro è impossibile piangerle in un luogo preciso.

Alcuni mesi fa i due- sono entrambi assistiti dall’avvocato Chiara Consani - si sono rivolti al tribunale di Lucca perché certificasse che le due donne non ci sono più.

La procedura si chiama tecnicamente “dichiarazione di assenza”, e richiede che siano passati almeno due anni dalla sparizione. Dieci, invece, è il tempo richiesto per la “morte presunta”.

È un primo passo per avviare le pratiche della successione a favore degli eredi. Anche se - come spiegano dallo studio legale Consani, che tutela i due - in realtà il patrimonio rimasto non sarebbe rilevante.

Secondo quanto è stato ricostruito dagli inquirenti e sostenuto in aula dalla pubblica accusa, infatti, l’uomo condannato per la scomparsa di Velia Claudia Carmazzi e Maddalena Semeraro avrebbe prosciugato i conti correnti delle due donne, oltre che favorito la vendita delle due abitazioni che erano di loro proprietà.

Resta però la necessità, dal punto di vista dei due figli di Velia e di chi li assiste in questa lunga e dolorosa storia, di chiudere anche da un punto di vista legale tutta questa vicenda, mettendo in qualche modo la parola fine a tutti gli aspetti burocratici che l’hanno contrassegnata rendendo ancora più gravi la sofferenza della perdita delle persone care e il peso di una vicenda giudiziaria che si trascina ormai da tanti anni.

Dimenticare, invece, sarà impossibile. (m.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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