Il Tirreno

Versilia

È scontro aperto tra Artigianart e Centro arti visive

di Luca Basile
È scontro aperto tra Artigianart e Centro arti visive

Dimissioni polemiche del consigliere Galleni: il Cav nell’ultimo anno ha prodotto solo la sagra del tordello

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PIETRASANTA. «Nell’ultimo anno e mezzo il Centro arti visive ha prodotto ben poco. A parte la sagra del tordello. Per questo e anche e per altri motivi ho deciso di dimettermi da consigliere, come referente di Artigianart, dal consiglio di indirizzo del Centro Arti Visive». Parole, al curaro, di Massimo Galleni, noto artigiano del marmo pietrasantino. Parole che fanno volume a margine di una situazione che vede il settore lapideo locale - in primis laboratori e fonderie - in stato di forte agitazione.

Ma andiamo con ordine. «A parte il cambio di presidenza, da Francesco Spina a Liliana Ciaccio, con quest’ultima che ha avuto molto coraggio ad accettare il ruolo e che per questo ha tutta la mia stima, come detto il Centro arti visive non ha prodotto niente. Avendo noi una grande capacità manuale, il nostro tempo all’interno di questi consigli di amministrazione diventa deleterio per le nostre attività, se non nascono le condizioni per promuovere il nostro artigianato. Mi permetto di dire che la recente manifestazione del tordello, svoltasi all’interno del Cav, non ha certo qualificato la struttura. Il Centro, oltre al presidente e i consiglieri ha bisogno di una o più figure: esperti di arte, di eventi culturali come curatori e critici d’arte, figure che oggi non vedo - rilancia Galleni - il percorso del Centro lo conosciamo bene tutti noi e i nostri artigiani, ha avuto i primi momenti di gloria, ma poi per varie scelte gestionali ha perso, a mio parere, quell’importanza che aveva in passato».

Ma a fare trasalire la bile all’interno di Artigianart c’è anche altro: nei giorni scorsi una delegazione di artigiani locali ha partecipato a un’importante iniziativa dedicata alle nuove tecnologie nell’arte, a Mosca. Trasferta in terra di Russia che, come evidenziato da Artigianart in una missiva al presidente Ciaccio - associazione che fa da riferimento a una cinquantina di aziende del lapideo locale - sarebbe stata organizzata da una dipendente di Cav. Da qui il forte malumore di Artigianart per non essere stati coinvolti in una trasferta che sarebbe stata ideale vetrina per le maestranze pietrasantine e la richiesta di informare gli organizzatori dell’evento di Mosca che le persone presenti non erano né membri del Cav né rappresentanti della realtà artigianale pietrasantina. «Per quanto riguarda l’aspetto organizzativo dell’iniziativa in Russia - replica Ciaccio - che ha visto coinvolte due dipendenti del Centro arti visive, ho chiesto spiegazioni alle dirette interessate e entreremo nel merito durante il cda del Centro in agenda questa sera. Ho anche chiesto spiegazioni all’ex direttore del Cav Alessandro Romanini, perché proprio a Mosca, nel leggere alcune rassegne stampa, era stato indicato ancora come referente del Centro arti visive: Romanini ha spiegato che si è trattato di un refuso. A Galleni ho detto di ripensarci e di lavorare insieme nell’interesse del Centro arti visive. Di certo è una vicenda, quella legata all'evento di Mosca, che ha creato forti malumori».

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