Italia
Frontiere divide anche i giurati
Per Avanzini otto primi premi, ma anche un ultimo e tre terzultimi posti
VIAREGGIO. Otto primi posti assoluti su diciassette classifiche compilate. Ma anche un ultimo e tre terzultimi posti. È una vittoria che ha diviso anche i giurati, quella di Alessandro Avanzini. Quasi la metà dei venti componenti della giuria ha infatti scelto Frontiere come proprio carro del cuore. Surclassando tutti gli altri carristi in gara (da questo punto di vista il secondo è il Bufalo Roberto Vannucci con tre vittorie parziali). Ma all’interno della giuria non è mancato chi lo ha piazzato nella parte bassa della classifica. Per un giurato (sia le schede voto che la composizione delle giurie sono state rese pubbliche dalla Fondazione Carnevale, ma si è scelto di non diffondere le classifiche dei singoli giurati) il carro di Avanzini era addirittura da ultimo posto. Per altri tre, invece, era da terz’ultimo posto. E, complessivamente, in sei non lo hanno giudicato degno del podio.
Insomma, quella spaccatura che è esplosa fra i viareggini subito dopo la lettura dei verdetti fra chi ha amato e chi ha contestato il carro si è di fatto riproposta anche fra i giudici chiamati a stilare le classifiche dei carri. Anche se la vittoria, alla fine, è stata piuttosto netta, con dodici punti di vantaggio sulle Scimmie di Lebigre & Roger. Per BuroCrazy, alla fine, sono arrivate solo due vittorie parziali, ma dopo una partenza un po’ stentata (al primo corso hanno raccolto un quarto, un quinto, un sesto e un ultimo posto) il carro è cresciuto attestandosi quasi sempre in zona podio. E rimontando così posizioni importanti che lo hanno portato fino al secondo posto finale.
Il vero arrivo in volata si è avuto semmai per la terza posizione. Ad occupare l’ultimo posto utile del podio alla fine è stato il Bisonte con le corna a stelle e strisce di Roberto Vannucci con 74 punti complessivi, appena uno in meno del Donald Trump dei fratelli Umberto e Stefano Cinquini (che non hanno collezionato neppure un primo posto) e soltanto tre in meno di Boruca dei fratelli Bonetti (che invece di vittorie ne hanno collezionate una).
Una volata per il terzo posto alla quale ha partecipato - sia pure distanziato - anche l’Orsa di Carlo Lombardi grazie soprattutto a due primi posti, tre secondi posti e due terzi posti conquistati soprattutto negli ultimi due corsi mascherati (al primo corso ha invece rimediato solo un ultimo e tre penultimi posti).
Più distanziato il campione uscente Fabrizio Galli con il suo seme della Bellezza (che però ha conquistato anche un primo posto). Mai in partita, invece, il Carrozzone di Massimo Breschi (per lui, però, anche tre terzi posti) e, soprattutto, l’Astronauta di Franco Malfatti (sei volte ultimo e sette volte penultimo, ma mai sopra il settimo posto).
Se la vittoria di Alessandro Avanzini fra i carri grandi è stata comunque contrastata, quella di Jacopo Allegrucci fra i carri piccoli si è trasformata in un vero e proprio plebiscito. Su diciannove classifiche valide (due in più rispetto a quelle della prima categoria) il neopromosso nella serie A della cartapesta si è piazzato in vetta in ben quindici casi. E per gli altri quattro giurati è stato comunque giudicato da secondo posto. Insomma, non c’è stata proprio partita.
Le restanti quattro vittorie, invece, se le sono divise fra loro gli altri tre concorrenti della categoria. In due casi il primo posto è andato a Emilio Cinquini, mentre una vittoria a testa se la sono conquistata Luciano Tomei ed Edoardo Ceragioli.
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