Il Tirreno

Versilia

Il piano anti-tallio in dieci case non funziona

di Luca Basile

Gaia ha scritto alle famiglie di Valdicastello per avvertirle che è necessario adottare altre misure per pulire le tubature

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PIETRASANTA. Niente da fare: dopo lavaggi, sostituzioni di rubinetti e flussaggi di vario livello per una decina di famiglie di Valdicastello siamo di nuovo punto a capo. L'acqua di casa continua infatti a essere contaminata dal tallio e quindi non potabile. «Gaia ci ha inviato una lettera nei giorni scorsi dove nel comunicarci di non avere raggiunto i risultati sperati con le procedure adottate negli ultimi mesi richiede di poter dare seguito, per quanto riguarda queste utenze, a un’altra tecnica che prevede l’utilizzo di acqua acidificata. Servono ulteriori commenti?» è il punto di domanda che arriva dai referenti del Comitato tallio della frazione che aggiungono: «Sono più di 30 le case dove persiste il problema della non potabilità dell’acqua: non aveva detto il sindaco Massimo Mallegni che, se necessario, sarebbe intervenuto direttamente il Comune, a proprie spese, per sostituire le tubature all’interno delle abitazioni? Stiamo parlando di utenze con valori di tallio superiori a 2 microgrammi per litro anche dopo i tanti lavori fatti e comunque ben oltre la soglia auspicata di 0.50 microgrammi per litro».

Ma c'è una postilla ancora più inquietante rilanciata dal Comitato. «Dall’inizio dell’anno a Valdicastello sono morte 11 persone: un numero spropositato per un paese così piccolo. Vogliamo sapere da Asl se esiste una possibile correlazione fra questi decessi con l’emergenza ambientale in atto».

Secca la replica dell'assessore Simone Tartarini: «Probabilmente anche nel centro storico come a Strettoia o a Marina ci sono stati decessi in questo periodo. Mesi fa l'Asl Nord Ovest ha presentato alla popolazione un primo studio epidemiologico dove non si evidenziavano differenze tra i decessi a Valdicastello e il resto del territorio comunale.Questo studio non è piaciuto al comitato che senza prove scientifiche a sostegno continua a disconoscerlo».

Ma il Comitato incalza e attacca. «Il paese è coeso e ci appoggia nella nostra azione. Durante l'incontro con il sindaco di alcuni giorni fa abbiamo semplicemente manifestato, con dei cartelli, il disagio per una situazione ben lontana dal trovare un epilogo definitivo. Abbiamo posto domande, senza alcuna strumentalizzazione politica, abbiamo cercato un dialogo, sia con la precedente amministrazione che con questa: il sindaco Mallegni si ricorda quando indossava pure lui i cartelli di protesta contro Gaia, Asl e giunta Lombardi insieme ai Comitati che oggi pesantemente contesta? Ci ha accusato di essere provocatori anarchici, dannosi per i nostri compaesani, ci chiediamo - proseguono dal Comitato - quale sarebbe il comportamento del sindaco e dei suoi assessori se le loro abitazioni o le loro attività commerciali avessero l’ordinanza di non potabilità che si protrae da oltre due anni e mezzo. Darebbero priorità al museo minerario o si adopererebbero per risolvere la problematica? Pensiamo, ad esempio, a coloro che abitano nei pressi dell’area dove si trova ancora l’amianto, che quando c'è il vento non mandano i figli fuori e non aprono le finestre per la paura: anche per queste persone la priorità sarà il parco minerario? Il nostro Comitato, anche se poco gradito dall'attuale amministrazione, continuerà a essere l'interlocutore per le problematiche ambientali del paese».

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