Il dolore
Muore a 45 anni nell’auto fuori strada
La macchina si è ribaltata più volte e Francesco Prosperi, padre di due figlie, è stato sbalzato dall’abitacolo
VIAREGGIO. Stava tornando a casa dopo aver trascorso la serata a Montecatini Terme, insieme a un’amica. Mentre percorreva la Francesca Nord, ha perso il controllo dell’auto. Che è finita contro un’argine, si è ribaltata più volte per poi andare a sbattere contro il muretto di un’abitazione. Francesco Prosperi, che avrebbe compiuto 45 anni il prossimo 27 marzo, è stato sbalzato fuori dall’abitacolo ed è morto sul colpo. Quando, intorno alle 2.40 di ieri, sulla Provinciale a Stabbia sono arrivati i soccorritori della Croce Verde di Lamporecchio, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo.
Un lutto che colpisce non solo la provincia fiorentina ma anche Viareggio perché qui Prosperi aveva vissuto e lavorato per anni, qui vivono ancora le figlie e l’ex moglie (mentre lui dopo la fine del matrimonio era tornato a Cerreto).
Secondo quanto è emerso dai primi rilievi effettuati dai carabinieri di Empoli, Prosperi - che era a bordo di una vettura di cortesia - ha fatto tutto da solo, non ci sarebbero altri mezzi coinvolti e neanche segni di frenata. Forse gli è stato fatale un colpo di sonno, o un malore; oppure ha pagato con la vita una banale distrazione. Ma potrebbe aver sbandato per evitare un animale. Il magistrato di turno - dopo aver disposto il prelievo del sangue per effettuare le analisi - ha dato il nullaosta alla restituzione della salma alla famiglia.
La tragedia ha sconvolto la comunità cerretese, dove Francesco era molto conosciuto: «Quando abbiamo saputo la notizia - dice Andrea Venturini, della Misericordia di Cerreto Guidi - è calato un vero e proprio velo di tristezza su tutti noi. Francesco capitava spesso qui in sede, c'era anche ieri mattina (giovedì, ndr)». Francesco era anche consigliere della Misericordia da tre anni, la stessa confraternita che era stata per anni presieduta dal padre, deceduto pochi anni fa, e che ora vede il fratello, Luca, alla presidenza.
Il “Poppero”, come lo chiamavano gli amici di Cerreto, aveva un carattere brillante, con un cuore d'oro. «Era diventato un po' il punto di riferimento per i ragazzi che ospitiamo nei due centri di accoglienza di Bassa e Toiano. - prosegue Venturini -. Se c'era qualcosa, lui era sempre pronto a partire. Anche la settimana scorsa è stato Francesco ad andare a Reggello a prendere un ragazzo che era stato trasferito da noi. Sicuramente anche per questi ragazzi sarà un grande dolore». Tra gli amici che lo conoscevano bene, ci sono anche Nicola Vescovi e Daniele Marcuzzi, stravolti dal dolore: «Era semplicemente un “numero 1”, aveva una grinta incredibile. Era il collante, capace di portare il sorriso e l’armonia nel gruppo. Sempre pronto a strappare un sorriso e dare una mano a chiunque avesse bisogno di aiuto. È stato un sole per tutti coloro che hanno avuto il piacere di conoscerlo». Giovedì sera aveva telefonato proprio a Nicola: «Mi aveva chiesto di andare con lui a Montecatini, ma non potevo». Poi, sulla strada del ritorno, Francesco ha trovato la morte: «Non crediamo al colpo di sonno. Era una roccia, riportava sempre tutti a casa, a qualsiasi ora. Forse ha avuto un malore, o magari voleva evitare un animale che gli ha attraversato la strada. E poi non era con la sua auto e anche questo può aver influito».
A Viareggio e poi nell’Empolese Valdelsa aveva lavorato come autotrasportatore e come idraulico, ma anche nel settore degli infissi: «Si è sempre impegnato tanto» raccontano gli amici. Oltre alle figlie, Francesco lascia la mamma Katia, il fratello Luca e la cognata Silvia.
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