Messi in fuga pescatori di frodo
Viareggio, erano andati a caccia di cèe lungo il canale Burlamacca: la Capitaneria di porto sequestra le attrezzature
VIAREGGIO. Pioggia e umidità, temperature notturne ancora basse e vento forte di libeccio: le condizioni ideali per la pesca di frodo del novellame di anguilla (le rinomate "ceche" o "cee") lungo il Canale Burlamacca. La scorsa notte il personale della guardia costiera ha vigilato in porto e lungo le sponde del canale, identificando persone sospette e soprattutto recuperando numerose attrezzature artigianali illegali posizionate a ciglio banchina o occultate nelle immediate vicinanze.
In totale sono state sequestrate ad ignoti 15 cerchiaie e nasse di varie forme e dimensioni, nonché vari contenitori pronti alla raccolta. La pesca illegale è stata interrotta sul nascere, sottolinea la Capitaneria: «Infatti, sono stati pochi gli esemplari di novellame ritrovati dai militari, comunque ancora in vita e rigettati nel loro habitat naturale».
Questi comportamenti - ricorda la Capitaneria guidata da Davide Oddone - «violano le normative comunitarie e nazionali sul rispetto delle taglie minime dei prodotti ittici, poste in particolare a tutela dei piani di ricostituzione e ripopolamento di alcune specie protette ed a rischio estinzione, tra cui appunto le anguille».
L’Autorità marittima ricorda «che i contravventori (che pescano, commercializzano o anche solo detengono le specie protette) rischiano sanzioni pesanti, con verbali amministrativi da 2.000 a 12.000 euro per l'utilizzo di attrezzi non conformi e non consentiti, sanzioni che possono aumentare fino a 75.000 euro in proporzione alla quantità dei prodotti pescati ed al danno procurato all'ambiente marino». Ce n’è, insomma, anche per i ristoratori che eventualmente acquistassero le “cee”.
I controlli - precisa la Capitaneria - saranno estesi ed intensificati nei prossimi giorni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
