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Versilia

democratici progressisti

I seguaci di Rossi si organizzano

Manfredi: oggi la prima riunione del coordinamento viareggino

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VIAREGGIO. È fissata per questa mattina la prima riunione del coordinamento provvisorio del Movimento democratici progressisti, la nuova formazione nata dalla scissione del Partito democratico. A darne l’annuncio è Fabrizio Manfredi, per dieci anni assessore all’urbanistica e poi presidente del Parco naturale, uno dei primi a lasciare tessera e stanze di via Regia. Manfredi snocciola i nominativi degli esponenti Pd di Viareggio che hanno fatto la stessa scelta: gli assessori Alessandro Caprili e Andrea Strambi (Giunta Betti), la presidente della Croce Verde, Carla Vivoli, l’ex assessore all’urbanistica (Giunta Costa), Riccardo Bertini, il segretario del Pd di Stiava, Alberto Franceschi. «Altri hanno deciso di restare nel Pd per il congresso», aggiunge Manfredi, e tra i nomi quello dell’ex presidente del Parco prima e della Viareggio Porto poi, Stefano Maestrelli, e dell’ex sindaco di Seravezza, Ettore Neri.

«Ci sono persone che mi hanno detto “conta su di me” e si riscontra un certo interesse per la nuova esperienza che sta nascendo», sono le parole di Manfredi, una vita nella politica fin da quando - ancora studente - era il segretario della Fgci di Viareggio. Uno dei nodi da affrontare, pur nel muovere i primi passi, è quello delle elezioni amministrative: «Appoggeremo sul territorio e candidati e le coalizioni del centrosinistra», dichiara senza “ombre” l’ex assessore. E qui si pone, inevitabile, la questione di “Buonvento”, il movimento che fa capo al sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro, anche lui schierato con il movimento del presidente della Regione, Enrico Rossi, che ne è tra gli ideatori: «Se a Viareggio “Buonvento” ha un senso - dichiara Manfredi - per il resto se si scommette sul Movimento Democratici progressisti, allora questo deve essere il contenitore dell’azione politica. Fuori da Viareggio, sinceramente, lo capirei un po’ meno...».

A breve, il neonato coordinamento viareggino pensa ad una iniziativa in città con qualche esponente nazionale del Movimento: «Se non è Rossi potrà essere Speranza o qualcun altro», spiega Fabrizio Manfredi. Che aggiunge: «Resta il fatto che la Versilia, con l’adesione del sindaco di Viareggio e della senatrice Manuela Granaiola si pone come un centro dell’attività del Movimento».

Che dal Pd prende le distanze, giudicandolo «avariato rispetto alla impostazione originaria», al punto da essere ormai diventato «il partito personale di Renzi e dei “renzini”». Considerazioni alle quali si aggiungono le vicende nazionali dell’inchiesta Consip che non possono che dilaniare chi ha creduto nell’esperienza di governo di Matteo Renzi ed allontanare chi - pur rimanendo nel Pd - non ne è mai stato convinto.

«Non c’è autocritica - conclude Manfredi - ma invece si fa un congresso lampo per andare di corsa alle elezioni, in assenza di una legge elettorale certa, in maniera avventuristica». (d.f.)

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