Sicurezza
Ai domiciliari, ma solo in casa, «Aiutatelo, non ha acqua»
L’allarme dell’associazione “mangi chi ha fame” per un seravezzino agli arresti domiciliari nella sua abitazione «senza corrente elettrica e acqua, e privo di un telefono».
SERAVEZZA. «Vive solo, senza familiari, in una casa in mezzo al bosco e vicino al fiume nei pressi della Desiata. Questa persona è agli arresti domiciliari e non può lasciare l’abitazione: aiutatelo». È l’appello di Nando Melillo, volontario dell’associazione “Mangi chi ha fame”, insieme a Valentina Torri, psicologa del progetto umanitario. Il richiamo è rivolto in particolare all’amministrazione comunale e ai servizi sociali. Nando Melillo non fa il nome dell’uomo - una quarantina di anni - agli arresti domiciliari nella sua abitazione «senza corrente elettrica e acqua, e privo di un telefono».
Ci spiega che è un seravezzino doc e che la comunità di Seravezza conosce molto bene lui e la sua famiglia; non nasconde che già in passato aveva avuto altri problemi e che è noto agli assistenti sociali del Comune. Tuttavia - sostiene Melillo - «come cittadino ho segnalato questa situazione all’ufficio sociale del Comune e all’assessore competente. Sarebbe opportuno andare a vedere se ha bisogno di qualcosa, ma tutti prendono le distanze e ad oggi nessuno è andato a verificare quello che io ho fatto presente. Si è perso il senso civico - attacca con rammarico Nando Melillo - e le associazioni che dovrebbero essere di supporto al comune invece lo sostituiscono».
Nando Melillo si è fatto carico di procurare degli alimenti e una scheda telefonica alla persona in questione, e si è detto pronto ad organizzare un sit-in davanti al comune «finché qualcuno non si muove».
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Chiarimenti sono arrivati però da parte del Comune. «Mi sono confrontata con l’assistente sociale comunale - spiega l’assessore Orietta Guidugli - e assieme abbiamo concordato l'immediata attivazione dei pacchi alimentari tramite la San Vincenzo de’ Paoli di Querceta - associazione di volontariato che per alcuni anni ho presieduto e di cui tutt’ora faccio parte -, avvenuta nel giorno stesso della segnalazione. È stato inoltre suggerito al signor Melillo di prendere contatti con i servizi specialistici della Asl al fine di impostare un adeguato progetto assistenziale personalizzato in favore del cittadino. Ad oggi non ci risulta che alcun passo in tal senso sia stato fatto. Resta la nostra totale disponibilità ad esaminare in modo più approfondito la questione ed invitiamo pertanto il signor Melillo ad un incontro per ottenere, con la dovuta riservatezza e completezza, le informazioni che potranno essere utili per intraprendere eventuali percorsi terapeutici ed assistenziali nell'interesse esclusivo del nostro concittadino».
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