La manifestazione
Bracconieri sul lago pescano pesce tossico
Trovate reti abusive da quaranta metri nelle acque del Massaciuccoli La denuncia: «Qualcuno intervenga, quegli animali non vanno mangiati»
MASSAROSA. Sugli specchi d’acqua del Comune di Massarosa aleggia lo spettro dei bracconieri del pesce. Ne hanno parlato nelle settimane scorse i pescatori del laghetto di San Rocchino i quali temevano che la moria di pesci delle settimane scorse fosse opera dell’uomo. Adesso ci sono le conferme che i laghetti del nostro territorio soo diventati campo per la pesca abusiva. Domenica scorsa alcuni pescatori che frequentano il Massaciuccoli hanno trovato in acqua una rete di circa quaranta metri posizionata all’ingresso di un canale vicino ad un canneto. Nelle vicinanze c’era anche un’imbarcazione con a bordo alcune persone che controllavano il tramaglio.
Non è la prima volta che sul lago si sono registrati episodi di bracconaggio, un fenomeno forse poco conosciuto ai più ma che nei mesi scorsi ha ricevuto un riconoscimento legislativo: la legge chiamata “Collegato Agricolo” prevede infatti le stesse sanzioni amministrative e ora anche le stesse pene sia per la pesca illegale in mare sia per il bracconaggio ittico nelle acque interne.
Davide Taiti è un pescatore fortemarmino naturalizzato a Modena ma che si trova spesso a pescare sul Massaciuccoli: «Con altri pescatori facciamo spesso delle gare - racconta - ma la nostra pesca non implica il prelievo dei pesci, non siamo pescatori professionisti. Il nostro è un fatto puramente ludico - spiega - Nel mio gruppo di pescatori, ma anche negli altri che frequentano quelle acque, siamo tutti per la salvaguardia del luccio e del boccalone che sono specie protette. Tuttavia recentemente ci siamo ritrovati spesso a litigare con alcune persone, tutte non italiane, che lasciavano delle reti in acqua per pescare e portare via il pesce: cosa assolutamente vietata. A volte siamo stati addirittura minacciati: questi individui possono essere pericolosi. Abbiamo fatto segnalazioni alla polizia e alle forze dell’ordine ma ci rispondono che non hanno i mezzi o che non possono intervenire. Va considerato che da quando ha chiuso il corpo forestale ci sono state delle criticità sulla gestione di certe situazioni».
Ricordiamo per dovere di cronaca che la zona è sotto la giurisdizione del Parco di San Rossore Migliarino Massaciuccoli.
La pesca nel lago sebbene non sia vietata in assoluto, lo è invece per quanto riguarda l’asporto perché le acque sono contaminate dalla microcistina, un’alga alimentata da azoto e scarichi fognari che è tossica. A questo divieto specifico del lago si aggiunge il fatto che questi pescatori abusivi raccolgo ogni tipo di pesce, anche quelli che sarebbero protetti e da tutelare. Il rischio quindi è che questi animali, una volta pescati e portati via, possano entrare nel mercato e quindi nelle tavole di qualcuno.
«Non è un’ipotesi campata in aria, tutt’altro - dice Gionata Paolicchi, giornalista pietrasantino appassionato di pesca - Spesso questi bracconieri del pesce, e parlo per le esperienze che sono state riscontrate nel resto dell’Italia dove il venomeno è assai diffuso, dopo aver fatto rifornimento, rivendono questo pesce a concittadini oppure se lo mangiano. Oltre ad essere illegale perché ci sono dei limiti stabiliti per legge sulla quantita di pesce che può essere pescato professionalmente, è pericoloso perché è come se quegli esemplari fossero avvelenati».
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